Enna piazza Vittorio Emanuele

Enna, la morte di un extracomunitario fa scoprire una storia di caporalato

La morte di un extracomunitario, giunto cadavere al pronto soccorso di Enna, ha svelato una storia di lavoro nero e caporalato. A portare l’extracomunitario in ospedale è stato un uomo di 41 anni. Solo dopo l’intervento degli agenti della sezione volanti, avvisati dai sanitari, ha raccontato che la morte sarebbe avvenuta durante la raccolta di mandorle. L’uomo, proprietario di un mandorleto, avrebbe riferito che la vittima era un suo amico, anche se non ne conosceva il nome e il domicilio.
Dal racconto di alcuni testimoni è emerso che nel mandorleto erano almeno in cinque a lavorare, 9 ore al giorno e per 5 euro all’ora senza alcun contratto, e nessun dispositivo di sicurezza. Inoltre i cinque sono risultati percettori del reddito di cittadinanza. Dopo l’intervento della squadra mobile, che ha individuato il caporale, anch’egli extracomunitario, la salma è stata sequestrata. La Procura ha disposto l’autopsia. Al momento il proprietario del mandorleto è accusato di impiego di lavoratori non autorizzati.