Un omaggio agli orlandini che hanno cambiato il volto di una città: Fremantle

La recente scomparsa dell’orlandino Benito Iannello, avvenuta pochi giorni fa nella cittadina di Fremantle, a pochi chilometri da Perth nel Western Australia e della quale ne abbiamo dato ampia notizia, ci ha fatto capire che, personalmente, avremmo potuto avere nei loro confronti, un debito di riconoscenza. La scomparsa di Benito, che ci ha addolorati e colpiti particolarmente, ci ha richiamati all’obbligo del vivere civile e di far prevalere in tutte le occasioni della vita, l’aspetto umano.
Ed è per questo che vogliamo ricordare alcuni di loro che assieme a tanti altri, hanno contribuito con il loro lavoro all’affermazione di valori come l’amicizia, per esempio. Ci preme sottolineare qui, il determinante contributo che hanno dato alla cittadina dove hanno scelto di vivere, per dare ai loro figli un futuro migliore.
La prima persona che vogliamo ricordare è Fedele Vinci, oggi 90enne, che bambino di appena 9 anni, imbarcatosi su una nave a Messina, raggiunse dopo trenta giorni di navigazione suo padre che ancora non conosceva. Il ragazzino, da solo e sperduto, arrivò a destinazione e potè finalmente abbracciare il padre. Oggi, Fedele Vinci, non sta molto bene ed è amorevolmente assistito dalla figlia a cui non fa mancare il suo immenso affetto. Fedele, dopo aver fatto una lunga, pesante e fortunata trafila lavorativa con la pesca dell’aragosta, oggi è un emerito cittadino di Fremantle. Anche lui ha portato sempre in alto il nome della nostra Capo d’Orlando e della Sicilia tutta. E’ una persona stimatissima anche nelle alte sfere degli ambienti politici e diplomatici australiani.
Tra le persone che vivono a Fremantle e che ricordiamo in questa sede, non poteva mancare Girolamo (John) Alberti che da bambino abitava con la famiglia in via Nino Mancari, il cui padre, Orazio, era il tassista del paese. John Alberti, sposato con la devotissima Maria, svolge l’attività di immobiliarista, e può vantare di essere stato eletto anche in Consiglio comunale della cittadina di Fremantle, a riprova dell’alta stima di cui gode il nostro Girolamo, non solo tra gli orlandini ma anche tra gli stessi australiani. John Alberti, è una persona d’oro, generosa con uno spiccato senso dell’amicizia, del dovere verso la famiglia, ai figli in particolare che lo hanno fatto diventare nonno affettuoso e premuroso.
L’ultima persona che vorrei presentarvi è un mio personale amico d’infanzia e di scuola, figlio di un’altra grande famiglia orlandina che, come tante altre, negli anni ’50, sbarcò in Australia in cerca di un futuro migliore: si tratta di Cesare Ricciardi, ultimogenito di una famiglia tanto numerosa quanto laboriosa. Anche Cesare a Capo d’Orlando abitava in Via Nino Mancari. Nel novembre del 1989, il Gruppo Teatrale “Il Laboratorio”, che ho ancora il privilegio di guidare, compì il primo dei quattro viaggi in Australia per effettuare degli spettacoli teatrali, mete privilegiate Fremantle e Perth. Il mio amico fu categorico nel volermi ospitare a casa sua con mia moglie e con una delle mie due figlie, Deborah. Altri della nostra numerosa comitiva furono ospiti da parenti, il grosso tra cui Turuzzo Minissale e la moglie Rosetta, il sindaco Nino Messina e la moglie Graziella, per citare i più conosciuti, andarono ad occupare un’ala del migliore Hotel della città: L’Esplanade.
L’ospitalità che diedero a noi Cesare e la moglie Maria, fu qualcosa di inimmaginabile che dalle nostre parti ce la possiamo solo sognare.
Tre settimane impossibili da raccontare vissute in grande serenità, affettuosità e disponibilità che non potremo mai dimenticare. I fratelli di Cesare, alcuni purtroppo scomparsi, si diedero anche loro alla pesca dell’aragosta, il mio amico di pesca e di aragoste invece non ne volle mai sapere e fece fortuna con tante altre remunerative attività.

Ecco, ho voluto presentarvi alcuni orlandini emigrati negli anni ’50, che hanno dato lustro ad una cittadina che in quegli anni contava poche migliaia di anime ed oggi grazie anche e, soprattutto, al loro significativo apporto fatto di lavoro, di immensi sacrifici, è popolata da circa 30.000 anime che ha assunto l’aspetto di città ricca, moderna ed evoluta. Questa oggi è Fremantle e questi sono gli orlandini emigrati in quel Continente e che, senza tema di smentita, hanno fatto onore alla loro terra di origine che non hanno mai dimenticato.