Un autotrasportatore di Gela a processo a Sassari per omicidio colposo

Un autotrasportatore quarantunenne, Tonio Farris, morì cinque anni fa, dopo essere stato travolto da un carico di lastre di acciaio, per un peso complessivo di circa 900 chili. Era impegnato in un trasporto da Olbia fino a Ploaghe. Le lastre sarebbero servite per la costruzione di un sistema di pale eoliche.
Secondo gli investigatori, il mezzo condotto dalla vittima non era però dotato dei necessari meccanismi di ancoraggio. Così, al momento dello scarico, le lastre lo travolsero, senza lasciargli scampo. Per quei fatti, è partito il processo e a rispondere di omicidio colposo è anche un autotrasportatore gelese, il quarantottenne Francesco Catalano, che condusse il mezzo pesante da Grantorto, in provincia di Padova, fino al porto di Livorno.
Insieme a lui, a giudizio c’è il cinquantanovenne Stefano Libero Lucianu, proprietario dell’autoarticolato. L’incidente mortale si verificò al momento dell’arrivo del carico nel cantiere avviato per la costruzione del parco eolico. Secondo la procura, il mezzo condotto dalla vittima non era in regola, aspetti che però sono stati esclusi dai periti delle difese. La famiglia dell’autotrasportatore morto è parte civile nel giudizio.
Dopo che le lastre travolsero il quarantunenne, sia il titolare della ditta che stava lavorando nel cantiere che un operaio cercarono di salvargli la vita, spostando il carico con un muletto, ma fu tutto inutile.
Accertamenti tecnici, nel corso delle indagini, sono stati condotti anche dagli ispettori dello Spresal Asl di Sassari e Padova.