L’opposizione di Capo d’Orlando rilancia sulla drammatica situazione finanziaria del Comune

I consiglieri d’opposizione del comune di Capo d’Orlando Renato Mangano, Linda Liotta, Felice Scafidi e Sandro Gazia chiedono la revoca della delibera di approvazione del bilancio di revisione 2020, a seguito della rimodulazione del consuntivo 2019, perchè non più veritiero. Si riporta la Nota avente ad OGGETTO il 3° SOLLECITO – Richiesta di pareri e documenti, con carattere d’urgenza, in ordine alla proposta n. 2 del 22 gennaio 2021 e n. 3 del 22 gennaio 2021, a firma del Sindaco Ingrillì, riguardo a “approvazione del rendiconto della gestione 2019” e al “ripiano disavanzo di amministrazione a seguito dell’approvazione del rendiconto 2019” – Sollecito Riscontro Note del 26.01.2021- prot. n. 2708, del 10.02.2021 – prot. n. 4153, del 15.02.2021 – prot. n. 4689 e del 06/09.03.2021 – prot. n. 7085.- Ulteriori Richieste di Informazioni e Documenti. Nota inviata al Presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Regione Siciliana, a Sua Eccellenza Sig. Prefetto, al Segretario Generale e al Responsabile dell’Area Economico-finanziaria del Comune di Capo d’Orlando, al Collegio dei Revisori dei Conti ed al Commissario ad acta del Comune di Capo d’Orlando (per il tramite del Presidente del Consiglio Comunale),al Dirigente Generale Autonomie Locali Regione Sicilia, al Dirigente del Servizio 3 Coordinamento delle Attività di Vigilanza e Controllo delle Attività Locali – Ufficio Ispettivo, al Funzionario Direttivo del Servizio 3 Coordinamento delle Attività di Vigilanza e Controllo delle Attività Locali – Ufficio ispettivo Responsabile del Procedimento Dott. Vincenzo Raitano e per loro conoscenza Al Presidente del Consiglio del Comune di Capo d’Orlando, al Sig. Sindaco del Comune di Capo d’Orlando ed ai Capigruppo Consiliari:

PREMESSO – Che il Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali – Servizio 3 “Coordinamento Attività di Vigilanza e Controllo degli Enti Locali-Ufficio Ispettivo” con nota del 12.03.2021 prot. n. 3972 “Comune di Capo d’Orlando-Richiesta pareri e documenti riguardo a approvazione rendiconto 2019 e ripiano disavanzo di amministrazione 2019 – segnalazione da parte dei consiglieri comunali Mangano Renato Carlo, Liotta Teodolinda, Gazia Sandro, Scafidi Felice”, a firma del Dirigente del Servizio dott. Santo Ciccarelli e del Funzionario Direttivo dott. Vincenzo Raitano, ha invitato il Segretario Comunale dell’Ente paladino a “fornire un
circostanziato rapporto sui fatti riportati nella richiamata comunicazione, unitamente ad ogni valido elemento, avendo cura di evadere la richiesta entro e non oltre 30 giorni dalla ricezione della presente”; inoltre ha evidenziato che “trascorso infruttuosamente il termine sopra assegnato o, nel caso di parziali o insufficienti elementi di risposta, questo ufficio valuterà l’opportunità di attivare, ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 40 del D.P.Reg. 3/57 e 25 della L.r. 23/12/1991 n.44, apposito intervento ispettivo” (Doc. 1); – Che i consiglieri comunali Mangano Renato Carlo, Liotta Teodolinda, Gazia Sandro, Scafidi Felice, con la richiamata nota del 06/09.03.2021 prot. n. 7085 “Richiesta di pareri e documenti, con carattere d’urgenza, in ordine alla proposta n.2 del 22 gennaio 2021 e n.3 del 22 gennaio 2021, a firma del Sindaco Ingrillì, riguardo a “approvazione del Rendiconto della gestione 2019” e al “ripiano disavanzo di amministrazione a seguito dell’approvazione del Rendiconto 2019” – Sollecito Riscontro Note del 26.01.2021- prot. n. 2708, del 10/02/2021 – prot. n. 4153 e del 15/02/2021 – prot. n. 4689”; dopo aver rappresentato: “Che l’atteggiamento omissivo tenuto, colpevolmente, dagli Uffici dell’Area Economico- Finanziaria, come evidenziato con le precedenti note del 26.01.2021 prot. n. 2708, del 10.02.2021 prot n. 4153, del 15.02.2021 prot. n. 4689 e ribadito con quella del 22/02/2021 prot. n. 5353, ha pregiudicato l’esercizio delle funzioni di controllo ed indirizzo proprie dei consiglieri comunali, nonché di potere adempiere alle prescrizioni impartite dalla Corte dei Conti con la deliberazione n. 147/2018/PRSP, adottata nell’adunanza del 03.05.2018 e ai rilievi-inviti del Collegio dei Revisori dei Conti, con nota del 06.09.2019, prot. n. 26904 e ribadite nella seduta consiliare dell’11 dicembre 2020, nonché con i verbali n. 45 del 18/01/2021 e n. 46 del 12/02/2021”; “Che l’Amministrazione Ingrillì con delibera di G.M. n. 36 del 04.03.2021 “Atto di Indirizzo a seguito dei verbali 45/2021 e 46/2021 del Collegio dei Revisori sul Rendiconto 2019” (Doc. 2), dopo avere preso atto, anche se tardivamente, dei rilievi formulati dall’Organo di Controllo ha ritenuto “doveroso formulare un atto di indirizzo demandando al responsabile del Servizio Economico-Finanziario di apportare, ove possibile, misure correttive al Consuntivo 2019”, in linea con quanto evidenziato dal Collegio che, peraltro, ha integralmente recepito le rilevanti e numerose criticità, indicate dagli scriventi con le note di cui all’oggetto e che fanno seguito a quelle per il “Bilancio di Previsione 2020”(Doc. 3); “Che con il richiamato atto di indirizzo il responsabile del Servizio Economico-Finanziario è stato, tra l’altro, incaricato di: a) prendere atto dei rilievi formulati dal Collegio dei Revisori dei Conti; b) predisporre la proposta di revoca della delibera di Giunta Municipale n. 187 del 15.12.2020, avente ad oggetto “approvazione schema di rendiconto 2019”; c) riformulare un nuovo schema di rendiconto da sottoporre alla Giunta Comunale e da trasmettere al Collegio per la formulazione di una nuova relazione”; “Che l’Amministrazione Comunale attiva dopo avere preso atto e “legittimato” l’attività ispettiva e propositiva condotta dagli scriventi, nella direzione di fare chiarezza sui conti dell’Ente, nonché le risultanze della conferenza dei capigruppo consiliari tenutasi lo scorso 24 febbraio, partecipata dal commissario ad acta, dott. Giovanni Cocco e l’informazione pubblicizzata a mezzo conferenza stampa del 01 marzo u.s., ha manifestato interesse ad ottemperare alle indicazioni impartite dall’Organo di Controllo”; avevano sollecitato: “la responsabile dell’Area Economico-Finanziaria e gli uffici competenti ad adempiere alle datate richieste della Corte dei Conti e alle reiterate diffide formalizzate dallo stesso Organo di Controllo in merito alla quantificazione dei residui attivi e dei residui passivi, del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, nonché del Fondo Contenzioso la cui corretta quantificazione è indefettibile per definire il risultato di amministrazione”;
“la responsabile dell’Area Economico-Finanziaria e gli uffici competenti, sia a fornire la necessaria e dovuta assistenza per l’espletamento del mandato elettorale che a rilasciare la documentazione reiteratamente richiesta con le note di cui all’oggetto, nonché gli allegati obbligatori a corredo del Rendiconto 2019, segnatamente i prospetti A1, A2 e A3”; avevano invitato: “il Collegio dei Revisori dei Conti a riscontrare la nota del 26.01.2021 prot. n. 2708 e il sollecito del 15 febbraio 2021 prot. 4689”; “il Dirigente Generale Autonomie Locali Regione Sicilia Dott.ssa Margherita Rizza a prendere atto di quanto argomentato con la presente nota, completa di allegati, per assumere le eventuali e conseguenti determinazioni”; Che l’Amministrazione Comunale con delibera G.M. n. 43 del 10.03.2021 “Approvazione dello schema di Rendiconto della gestione 2019 e approvazione della relazione illustrativa e della nota integrativa al rendiconto della gestione 2019. Revoca delibera n.187 del 15/12/2020”, ha deliberato: “di approvare lo schema di Rendiconto di gestione per l’anno 2019, redatto secondo gli schemi di cui modelli previsti dall’allegato 10 del D.Lgs.118/2011, rimodulato, composto da: Conto del Bilancio Stato Patrimoniale Conto Economico” “dare atto che:
· la gestione evidenzia un risultato di amministrazione di € 1.713.542,01;
· il disavanzo da ripianare per il ripristino dei vincoli è di € 23.290.195,68;
· il fondo di cassa al 31.12.2019 risulta pari ad € 0,00;
· il conto economico evidenzia un risultato negativo pari ad € 12.468.002,04;
· lo Stato Patrimoniale evidenzia un Patrimonio Netto al 31.12.2019 di € 27.357.225,77”;
“di approvare la Relazione illustrativa e la nota integrativa al Rendiconto della gestione 2019, ai sensi del 6° comma dell’art. 151 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, così come rimodulate e allegate alla presente deliberazione per farne parte integrante e sostanziale”; “di approvare il piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio di cui al comma 1, dell’articolo 18bis, del D.Lgs. n. 118/2011, redatto secondo gli schemi approvati dal Decreto del Ministro dell’Interno del 23/12/2015”; “di disporre che lo schema di rendiconto venga depositato e messo a disposizione dei componenti dell’organo consiliare”; “di disporre che il medesimo schema di Rendiconto sia prontamente trasmesso all’Organo di Revisione economico-finanziaria, per la presentazione della relazione di competenza”; “di revocare la delibera di Giunta Municipale n.187 del 15.12.2020”; “di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile”. (Doc. 4)
CONSIDERATOChe con nota del 22/02/2021 prot. n. 5353 (Doc. 5), i consiglieri comunali scriventi hanno riscontrato la PEC del 17/02/2021 (Doc. 6) della responsabile dell’Area Economico-Finanziaria, dott.ssa Antonella Micale, la quale invece di adempiere agli indefettibili obblighi di legge per soddisfare le reiterate richieste di pareri e documenti da parte degli scriventi, come riportato nelle note in oggetto, si rendeva protagonista di un maldestro tentativo di sviare dalla responsabilità che le derivano dall’Ufficio da Lei diretto, operando una strumentale confusione tra il ruolo politico della Giunta Comunale che propone le proposte e il ruolo tecnico che Le compete per la predisposizione delle proposte; è stato evidenziato, altresì, che se così non fosse il ruolo di amministratore negli Enti Locali sarebbe ad appannaggio di commercialisti, economisti, ingegneri, avvocati, ecc…, in buona sostanza professionisti dalle competenze multidisciplinari; Che con la stessa nota, dopo aver ribadito che, coerentemente al proprio modus operandi propositivo che ha sempre contraddistinto l’azione amministrativa degli scriventi, si è provveduto a richiamare la normativa che disciplina la materia per rammentare alla dott.ssa Antonella Micale che l’Ufficio di Ragioneria, tra l’altro:
· Predispone i documenti di bilancio dell’Ente (bilancio di previsione, variazioni di bilancio, conto consuntivo), ai fini della prescritta approvazione da parte degli Organi;
· Predispone il bilancio di previsione ed il conto consuntivo riclassificati secondo gli schemi previsti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per la loro pubblicazione sul sito web del Ministero stesso;
· Gestisce le attività di revisione trimestrale del budget, predisponendo i reports periodici sullo stato del budget per centri di responsabilità, da inoltrare al Segretario Generale;
· Effettua le attività contabili ed i relativi adempimenti amministrativi per la cancellazione dei residui, sia attivi che passivi;
· Gestisce le attività di ragioneria generale, adempiendo ai compiti assegnati dal regolamento di contabilità dell’Ente e dal Decreto Legislativo 286/1999 in materia di controlli di regolarità amministrativo-contabile, con particolare riferimento a: validazione degli atti di spesa, impegno, liquidazione, proposti dai centri di responsabilità; verifica ed assunzione degli atti di accertamento;
· Gestisce il sistema di contabilità analitica, provvede all’elaborazione e alla determinazione dei costi e dei ricavi di gestione, predispone reports periodici per Unità Operative e Centri di Costo e Ricavo;
· Provvede alla gestione della contabilità finanziaria e di quella economico/patrimoniale dell’Ente;
· Attende agli adempimenti relativi alla gestione del ciclo attivo ed in particolare: alla fatturazione attiva generale; alla gestione del sistema “fatturazione attiva Web”; alla gestione e tenuta dei relativi registri IVA; alla gestione delle anagrafiche clienti; ai rapporti con i clienti; alla gestione del credito; all’avvio al contenzioso dei crediti in sofferenza; ai rapporti con i legali, sia interni che esterni all’Ente, per la gestione delle attività di recupero dei crediti stessi; ai processi di valutazione dei crediti al fine di effettuare le dovute appostazioni in bilancio degli accantonamenti al fondo svalutazione crediti;

· Attende agli adempimenti relativi alla gestione del ciclo passivo ed in particolare: alla registrazione delle fatture passive; alla gestione del sistema “fatturazione passiva Web”; alla gestione delle anagrafiche fornitori; ai rapporti con i fornitori;
· Cura le attività di riscontro degli incassi proponendone la reversalizzazione;
· Cura la tenuta e l’aggiornamento del Registro dei beni ammortizzabili dell’Ente, determinando gli ammortamenti dei cespiti ai fini della stesura del bilancio di previsione e del conto consuntivo;
· Gestisce i rapporti con le società controllate riferiti a: raccolta dei dati dei bilanci d’esercizio per la stesura della nota integrativa al bilancio d’esercizio dell’Ente; raccolta di dati ed informazioni sulle situazioni economiche e patrimoniali al fine di effettuare una valutazione delle partecipazioni nelle società stesse, da iscrivere nella contabilità e nel bilancio dell’Ente;
· Fornisce consulenza nelle materie amministrativo/contabili e fiscali ai Centri di responsabilità dell’Ente, predisponendo circolari e note informative;
· Predispone circolari e note informative sui provvedimenti normativi rivolti agli enti pubblici e alle loro società controllate;
· Predispone quesiti e richieste di pareri in materia contabile e fiscale da formulare ai Ministeri vigilanti;
· Cura gli adempimenti tributari in materia di imposte dirette ed indirette, compresi la predisposizione e l’inoltro delle dichiarazioni fiscali periodiche ed annuali (liquidazioni mensili Iva, dichiarazione Unico, dichiarazione IVA, dichiarazioni IRAP, dichiarazione sostituti d’imposta);
· Gestisce e cura i rapporti con gli Uffici dell’Amministrazione finanziaria, esamina gli atti impositivi da questa emessi a carico dell’Ente, effettua attività di ricognizione degli stessi per valutare quali di questi possano essere oggetto dì contenzioso tributario, istruisce le relative pratiche per la predisposizione dei ricorsi presso le commissioni tributario da affidare a consulenti esterni, cura i rapporti con questi ultimi in merito alle varie fasi del contenzioso tributario instaurato;
· Predispone, compila ed inoltra telematicamente i modelli per il versamento delle imposte dirette ed indirette e dei contributi previdenziali ed assistenziali dell’Ente (modelli F23 e F24);
· Provvede alla determinazione delle ritenute sui redditi di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa ed è responsabile della produzione delle relative certificazioni fiscali sulle ritenute operate in relazione alle competenze erogate;
· Provvede alla liquidazione delle competenze (indennità e gettoni di presenza) ai componenti degli Organi dell’Ente;
· Assiste e fornisce collaborazione al Collegio dei Revisori dell’Ente nell’ambito delle riunioni e verifiche periodiche da questo effettuate.
Che appare utile, inoltre, ricordare il dettato di cui all’art.43, comma 2 del D.lgs. n.267/2000 che prevede in capo ai singoli consiglieri, per l’espletamento del loro “munus pubblico”, il diritto di ottenere dagli uffici del Comune, nonché dalle sue aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato, coerentemente all’art. 15 della L.r. 30/2000;
Che tali prerogative non sono meramente formali ma sostanziali ma che di diritto e di fatto sono orientate e finalizzate al compiuto e concreto svolgimento delle funzioni pubbliche di cui i consiglieri sono titolari;
Che il richiamato comportamento omissivo, dalla Responsabile dell’Area Economico-Finanziaria e dalla Segretaria Generale dell’Ente paladino, rappresenta una palese violazione della normativa vigente, atteso che gli uffici competenti per materia devono essere a disposizione di tutti gli “Organi Comunali Elettivi”, intendendosi per tali: il Sindaco, la Giunta Comunale ed il Consiglio Comunale e, quindi degli amministratori tutti così come definiti dall’art.15 della L. r. n. 30 del 23/12/2000, che di seguito si riporta:
“1. La Regione tutela il diritto di ogni cittadino chiamato a ricoprire cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali ad espletare il mandato, disponendo del tempo, dei servizi e delle risorse necessari ed usufruendo di indennità e di rimborsi spese nei modi e nei limiti previsti dalla legge; Il presente capo disciplina il regime delle aspettative, dei permessi e delle indennità degli amministratori degli enti locali. Per amministratori, ai soli fini del presente capo, si intendono i sindaci, i presidenti delle province, i consiglieri dei comuni e delle province, i componenti delle giunte comunali e provinciali, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i componenti degli organi delle unioni di comuni, dei consorzi fra enti locali ed i componenti degli organi di decentramento.”; Che con la nota del 2.2.2021 prot. n. 3251 (Doc. 7), indirizzata al Presidente del Consiglio del Comune di Capo d’Orlando e per conoscenza al Sig. Sindaco, al Responsabile dell’Area Economico-Finanziaria, al Segretario Generale, al Collegio dei Revisori dei Conti, al Commissario ad acta dott. Giovanni Cocco e ai Capigruppo Consiliari, nel richiedere l’autoconvocazione del Consiglio Comunale per “deliberare in ordine alle iniziative da intraprendere in armonia con le richieste della Corte dei Conti, giusta deliberazione n. 147/2018/PRSP, adunanza del 03 maggio 2018 e dei successivi rilievi ed inviti formalizzati dal Collegio dei Revisori dei Conti, con nota del 06 settembre 2019, prot. n. 26904 e dichiarazione a verbale del Presidente dell’Organo di Controllo nel corso della seduta consiliare dell’11 dicembre 2020”, i consiglieri comunali Mangano Renato Carlo, Liotta Teodolinda, Gazia Sandro, Scafidi Felice, preoccupati della drammatica situazione economica-finanziaria del bilancio del Comune di Capo d’Orlando, riportavano nella sopra menzionata nota, nella quasi totalità, gli appelli del Presidente del Collegio dei Revisori rivolti all’intero Consiglio Comunale, che senza esitazione aveva definito “l’Ente Locale in Dissesto”; a tal proposito si riporta di seguito l’estratto di quanto evidenziato nella richiamata nota e cioè: – Nota del 2.2.2021, prot. 3251, da pag. 4 a pag. 7: “che nella seduta consiliare dell’11 dicembre 2020, il dott. Giovanni Crimi, presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, nel richiamare la nota del 27 aprile 2020, prot. n. 10439 del 28.04.2020 a firma dei consiglieri Mangano, Gazia, Micale e Bottaro, avente ad oggetto “Richiesta di parere, con carattere d’urgenza, in ordine alla situazione economico-finanziaria del Comune di Capo d’Orlando, anche, a seguito delle dichiarazioni rese dal Sindaco, dott. Francesco Ingrillì, il 24 aprile u.s..”, ha definito “molto seria” la situazione economico-finanziaria del Comune di Capo d’Orlando; che nel contempo ha “bacchettato” l’intero Consiglio Comunale ed in particolare il Consigliere Mangano per l’inerzia avuta per non avere dato seguito ai rilievi del Collegio, nonché il responsabile dell’Area Economico-Finanziaria dell’Ente per non avere adempiuto alla richiesta-invito a predisporre un’ipotesi di riequilibrio tra riscossioni e pagamenti; che dopo avere stigmatizzato il comportamento tenuto dall’Ufficio di Ragioneria per avere, addirittura, sconfinato sia dalle proprie competenze che dal ruolo di soggetto controllato, concedendosi l’arbitraria licenza di contestare la menzionata richiesta formalizzata dall’Organo di Controllo, sostenendo che “non si ravvisano i presupposti per predisporre un’ipotesi di piano di riequilibrio”, circostanza questa che ha determinato la piccata reazione del Presidente del Collegio dei Revisore dei Conti, con l’invito al rispetto dei ruoli, segnatamente di controllore e di controllato; che il prefato professionista, continua la sua filippica, riportandosi alla relazione dell’Organo di Controllo in cui venivano evidenziate, in tutta la loro drammaticità, le criticità riscontrate nei documenti contabili dell’Ente e, a tale, riguardo, punta l’indice all’indirizzo dei consiglieri comunali evidenziando “che non rientra nei compiti dell’Organo di Controllo “tormentare” i consiglieri comunali ma quello di avvertire sulla situazione di pericolo in cui versa l’Ente.”;
che il dott. Crimi, inoltre, ha sensibilizzato l’aula sull’affermazione del Responsabile dell’Area economico-finanziaria, dichiarando quanto segue: “l’Ufficio che assolutamente incompetente a giudicare sulle valutazioni fatte dal Collegio di Revisione fa una relazione del tutto estranea rispetto ai temi affrontati dal Collegio e conclude, per me non ricorrono le condizioni per andare ad un bilancio riequilibrato.” (Doc. 8); che è di inaudita gravità il proseguo della dichiarazione fatta dal dott. Crimi allorquando afferma che, nonostante l’inerzia del Consiglio, per le richiamate criticità, “non ho potuto intervenire perchè la superiore relazione non mi è stata notificata, mi è stata notificata, ho avuto conoscenza dopo mesi e mesi, quando ormai i tempi erano trascorsi per poter eventualmente prendere io una posizione, perchè l’indirizzo che hanno scritto, e ho qui il report, del Comune dove risulta che questo invio non è mai stato portato al destinatario. E allora cosa deve fare, cosa deve fare il Collegio e soprattutto cosa hanno fatto i consiglieri? perchè i consiglieri non hanno votato? lei è un consigliere di opposizione, presentava la richiesta e gliela bocciavano, invece non è stata presentata questa richiesta. Ma allora mi chiedo, ma lei vuole arrivare veramente al bilancio riequilibrato? E perchè non l’ha fatto? Perchè non ha chiesto il voto al Consiglio Comunale?; che, continua il dott. Giovanni Crimi, “allo stato dei fatti tutti i consiglieri comunali sono responsabili di tutti i danni che eventualmente sono stati prodotti in questo anno a danno del bilancio dell’Ente. Anzi di più, perchè c’è un provvedimento, una iniziativa fatta da parte della Corte dei Conti che diffida l’Ente a procedere al riequilibrio di 10 (dieci) criticità che aveva rilevato. Nessuno ha fatto nulla. E allora dobbiamo farlo noi? Se volete ci mettiamo lì e deliberiamo noi… Sono stanco, mi scusi, chiedo scusa, ma io sono stanco, io non posso ogni ogni giorno dire che le cose vanno male lì.”;
che, il prefato professionista, ha dissentito, in modo vibrato, su errate interpretazioni degli effetti che avrebbe prodotto l’erogazione dell’anticipazione di liquidità “COVID”, di cui ha beneficiato l’Ente e chiarito, con una interpretazione autentica, il significato del parere reso al bilancio di previsione 2020, affermando: “Addirittura c’è da ritenere e qualcuno lo ritiene che il COVID ha sistemato il bilancio dell’Ente, siccome con il COVID il Comune ha avuto la possibilità di accesso ad un prestito per pagare tutte le sofferenze che aveva, adesso ha pagato e ha riequilibrato il proprio bilancio? Stanno così le cose? E allora io mi trovo davanti al Consiglio Comunale che non ha deliberato le cose che avevamo detto, che esistevano e pertanto ho ritenuto e abbiamo ritenuto come Collegio che le nostre indicazioni non sono state ritenute adeguate, valide, in una parola, serie. A questo punto io non posso fare altro che fermarmi alla forma, io osservo il bilancio nella sua forma perchè ove il bilancio dovesse ereditare i fatti del passato, i fatti del passato sono stati chiaramente indicati dal Collegio, come fatti che stravolgono l’ordinaria seria amministrazione di un Ente. L’ENTE E’ IN DISSESTO!!! E non è guarito perchè è venuto il COVID! Nè è guarito perchè c’è l’ufficio di ragioneria che ha detto che non ritiene. E’ il Consiglio Comunale che deve decidere cosa intende fare. Lo deve fare con un voto. Dopodichè io non faccio altro che dare un parere ad un bilancio formale e sotto questo aspetto il bilancio è quello che abbiamo scritto. Noi stiamo osservando la forma non la sostanza dei fatti!”;
b) – Nota del 02.02.2021, prot. 3251, da pag. 7 a pag. 8: “che le imbarazzanti dichiarazioni rese dal Sindaco Ingrillì all’indomani della conferenza stampa tenutasi lo scorso 21 dicembre nell’aula “Falcone-Borsellino” ad opera dei consiglieri comunali Mangano, Gazia, Scafidi e Liotta, si sono rivelate, in tutta la loro gravità, un goffo tentativo di “copertura” della gravissima crisi finanziaria in cui versa il Comune di Capo d’Orlando, cimentandosi in un ardito quanto irresponsabile esercizio dialettico di interpretazione autentica, che non lo è stata neanche lontanamente, dell’invito formalizzato dal presidente del Collegio dei Revisore dei Conti all’indirizzo dell’Ufficio dell’Area Economico-Finanziaria dell’Ente locale, avuto riguardo i gravi rilievi, di cui in premessa, della Corte dei Conti materializzatesi con Deliberazione n. 147/2018/PRSP, adunanza del 03 maggio 2018, in cui venivano evidenziati molteplici profili di criticità all’esito dell’esame dei rendiconti 2015 e 2016, nonché del bilancio di previsione 2016/2018, con oggettivi riflessi sugli equilibri di bilancio e che, per l’effetto, aveva impegnato l’Ufficio ragioneria ad assumere, senza indugio, le indefettibili iniziative utili allo scopo;
che, a tale riguardo, giova rilevare che il Collegio dei Revisori dei Conti nella nota del 06/09/2019, protocollo n. 26904, si pronunciava con il seguente tenore: “esistenza di una pesante situazione debitoria dovuta alla mancanza di liquidità verificata attraverso il totale utilizzo dell’anticipazione di tesoreria in essere già al 1° gennaio 2019 ed anche dal mancato tempestivo pagamento delle competenze al personale dipendente”; che l’Organo di Controllo, altresì, “ha rilevato l’esistenza di uno squilibrato rapporto tra riscossioni e pagamenti che hanno portato l’Ente a una elevata situazione debitoria, cui, ad avviso dello stesso, non pare potersi fare fronte con le modalità di cui all’art. 193, nonché con quelle previste dall’art. 194 del TUEL”;
che rivolgendosi al responsabile dei Servizi Finanziari, evidenzia che “per potere relazionare compiutamente al Consiglio Comunale sulla criticità rilevata è necessario ed urgente che la S.V. prospetti una ipotesi di riequilibrio tra riscossioni e pagamenti che si estenda in un arco temporale compatibile con le attese creditorie.”;
c)- Nota del 02/02/2021 prot. n. 3251, pag. 8: che la superiore situazione economico-finanziaria dell’Ente si è ulteriormente aggravata, peraltro rappresentata nella dichiarazione di voto formalizzata nella seduta consiliare dell’11/12/2020, allorquando l’aula trattava l’approvazione del bilancio di previsione 2020/2022, a seguito della omessa costituzione del Fondo “Salario accessorio per i dipendenti”, per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e per gli anni 2019 e 2020; perché, come per legge, si sarebbero dovute inserire le dovute somme anche per tutte le 135 unità, ex articolisti, immessi nei ruoli organici comunali nel mese di luglio 2019, come evidenziato, dagli scriventi, con nota del 11 dicembre 2020, prot. n. 33576 “Parere dell’Organo di Revisione sulla proposta di bilancio di previsione 2020/2022 – richiesta chiarimenti e integrazione sul depositato parere”, con la quale, tra l’altro, i consiglieri chiedevano al Collegio se “in forza dell’incremento poderoso del personale a seguito della stabilizzazione operata dall’Ente ha verificato l’effettivo aumento del Fondo trattamento accessorio, atteso che la norma obbligava l’Ente ad aumentarlo proporzionalmente per l’esercizio in esame 2020 e 2021-2022 (a tal uopo si veda l’art. 33, comma 2 del D.L. 34/2020 per l’ipotesi di aumento del citato limite al trattamento accessorio). Ne consegue che l’eventuale mancata appostazione della relativa posta (stanziamento)
genera una spesa non coperta e, quindi, un ulteriore disequilibrio del bilancio”. Per l’effetto di quanto argomentato, si potrebbe
configurare la non veridicità del bilancio, con conseguente violazione dell’art. 162 del D.Lgs 267/2000.”; Che i superiori inviti del Presidente dell’Organo di Controllo sono stati integralmente recepiti dai sottoscritti consiglieri comunali, avendo avuto cura di formalizzare un’articolata richiesta di autoconvocazione del civico consesso, con nota del 02.02.2021, prot. 3251, ad oggi non perfezionata dagli uffici competenti e riscontrata negativamente dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio Comunale, con argomentazioni risibili in palese violazione dell’art. 43, comma 2 del D.Lgs. 267/2000 e dell’art. 15 della L.r. 30/2000;
Che con la richiamata nota, i consiglieri comunali, Mangano Renato Carlo, Liotta Teodolinda, Gazia Sandro e Scafidi Felice, che rappresentano oltre 1/5 dei membri del consiglio comunale, avevano richiesto la convocazione del Consiglio Comunale: · ai sensi dell’art. 31 L.N. n. 142/90, recepita nella Regione Sicilia con L.R. n. 48 del 11/12/1991 e s.m.i, dell’art. 17, lett. C dello Statuto Comunale, modificato e integrato con Delibera del C.C., n.3 del 29.03.2011 e dell’art. 14 del Regolamento per la disciplina delle adunanze e del funzionamento del Consiglio Comunale e dei diritti e doveri dei consiglieri e del Presidente, approvato con delibera di C.C. n.27 del 07.05.2001 per deliberare in ordine alle iniziative da intraprendere in armonia con le richieste della Corte dei Conti, giusta deliberazione n.147/2018/PRSP, adunanza del 03 maggio 2018 e dei successivi rilievi ed inviti formalizzati dal Collegio dei Revisori dei Conti, con nota del 06 settembre 2019, prot. n. 26904 e dichiarazione a verbale del Presidente dell’Organo di Controllo nel corso della seduta consiliare dell’11 dicembre 2020; “Che con la citata richiesta era stato invitato:
· il Presidente del Consiglio a convocare il Consiglio Comunale in seduta straordinaria e urgente, per discutere il seguente ordine del giorno:
1) Riscontro alla Corte dei Conti con riferimento alla deliberazione n.147/2018/PRSP, adunanza del 03 maggio 2018: Relazione della responsabile dell’Area Economico-Finanziaria; 2) Riscontro ai rilievi ed inviti formalizzati dal Collegio dei Revisori dei Conti, con nota del 06 settembre 2019, prot. n. 26904 e dichiarazione a verbale del Presidente dell’Organo di Controllo nel corso della seduta consiliare dell’11 dicembre 2020, celebrata in modalità remota: Relazione della responsabile dell’Area Economico-Finanziaria; 3) Aggiornamento della Piattaforma dei Crediti Commerciali: Relazione della responsabile dell’Area Economico-Finanziaria; 4) Ricognizione (ad opera dei singoli responsabili di servizio) e riaccertamento (Giunta comunale) dei residui attivi e passivi: Relazione della responsabile dell’Area Economico-Finanziaria; 5) Ricognizione e costituzione Fondo “Salario accessorio per i dipendenti”: Relazione della responsabile dell’Area Economico – Finanziaria; 6) Ricognizione e costituzione Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità: Relazione della responsabile dell’Area Economico-Finanziaria; 7) Approvazione del rendiconto della gestione 2019: Relazione della responsabile dell’Area Economico-Finanziaria; 8) Predisposizione prospetto ipotesi di riequilibrio tra riscossioni e pagamenti che si estenda in un arco temporale compatibile
con le attese creditorie, giusta richiesta del Collegio dei Revisori dei Conti con nota del 06.09.2019 prot. n. 26904: Relazione della responsabile dell’Area Economico-Finanziaria e del Collegio dei Revisori dei Conti;
· il Sindaco, che leggeva per conoscenza, a dare le opportune disposizioni al Segretario Comunale e al Responsabile dell’Area Economico-Finanziaria, per la predisposizione delle relative proposte di deliberazione, che sarebbero state sottoscritte dai richiedenti, da sottoporre all’esame del Consiglio Comunale, previa acquisizione dei relativi pareri”; “Che i sopramenzionati consiglieri comunali, al fine di agevolare l’iter procedurale della presente richiesta, manifestavano immediata disponibilità a collaborare con gli uffici e, a tale riguardo, indicavano, per tutte le comunicazioni che si fossero rese necessarie, i seguenti indirizzi: Posta Elettronica Certificata: mangano.renatocarlo@pec.it E-mail: manren60@virgilio.it”; “Che la sopracitata richiesta di autoconvocazione del consiglio comunale, di cui alla nota 02/02/2021, prot. 3251, a tutt’oggi è rimasta inevasa e, a giudizio del segretario generale, del sindaco e del presidente del consiglio comunale, i consiglieri proponenti dovrebbero provvedere autonomamente alla materiale stesura delle proposte di deliberazione in assenza del supporto tecnico-giuridico-amministrativo dei funzionari comunali preposti, e ciò in palese violazione della normativa vigente, atteso che gli uffici competenti per materia devono essere a disposizione di tutti gli “organi elettivi”, intendendosi il sindaco e la giunta comunale, il presidente del civico consesso e i partecipanti di quest’ultimo (consiglieri comunali), senza alcuna discriminazione”;
RITENUTO – Che l’Amministrazione Ingrillì con delibera di G.M. n. 36 del 04.03.2021 “Atto d’indirizzo a seguito dei verbali 45/2021 e 46/2021 del Collegio dei Revisori sul Rendiconto 2019 e con la delibera di G.M. n. 43 del 10.03.2021 “Approvazione dello schema di rendiconto della gestione 2019 e approvazione della relazione illustrativa e della nota integrativa al rendiconto della gestione 2019. Revoca delibera n. 187 del 15/12/2020”, smentisce platealmente l’operato degli uffici dell’area economico finanziaria, revocando la propria proposta di deliberazione del Rendiconto 2019, nonostante le fumose e inconsistenti rassicurazioni del Commissario ad acta Giovanni Cocco, rese in una infuocata seduta della conferenza dei capigruppo, durante la quale il componente Mangano in rappresentanza anche dei colleghi consiglieri Gazia, Liotta e Scafidi, dopo aver energicamente invitato i presenti a riflettere sui Rilievi, le Considerazioni e le Proposte del Collegio dei Revisori dei Conti, aveva preannunciato di interessare il Procuratore Generale della Corte dei Conti al fine di indirizzare gli uffici al rispetto della normativa vigente. (Doc.9); Che l’energica azione di indirizzo e controllo ha prodotto gli auspicati effetti, infatti, dopo settimane di approfondite riflessioni, come dichiarato alla stampa dal Primo Cittadino, gli amministratori paladini si sono arresi all’evidenza dei fatti peraltro pubblicizzati dai richiamati consiglieri comunali nella recente conferenza stampa; Che è singolare e nel contempo inquietante che a distanza di poche settimane, vale a dire dal 17/11 al 15/12/2020 l’ufficio dell’Area Economico-Finanziaria del Comune paladino abbia stravolto le risultanze contabili del Rendiconto 2019, circostanza di inaudita gravità, che a meno di quattro mesi di distanza sia stata dapprima revocata la delibera di Giunta Municipale n°187/2020 con cui veniva proposta la deliberazione dello schema di Rendiconto 2019, previo atto di indirizzo all’ufficio de quo, operato questo del tutto anomalo, quindi proposto un nuovo schema di rendiconto che presenta un risultato di gestione, con il prospetto di un ripianamento di disavanzo di ben € 23.290.195,68; Che è di solare evidenza come all’esito della rilevazione dei superiori dati contabili, l’ufficio, de plano, abbia disatteso l’osservanza, inderogabile, dei principi contabili di unità, integrità, veridicità, congruità ed attendibilità nella quantificazione del risultato di amministrazione presunto-avanzo di amministrazione di € 739.481,72 (preconsuntivo 2019) transitato nello schema di Bilancio di Previsione 2020/2022 proposto con delibera di Giunta Municipale del 17/11/2020; Che a tale riguardo, per avere una idea dello “Stato Confusionale” in cui versa l’Amministrazione Ingrillì, giova rilevare, che i conti ballerini del Comune di Capo d’Orlando, attestati dagli uffici, presentano il seguente andamento cronologico: Preconsuntivo 2019- Avanzo di Amministrazione presunto disponibile: € 739.481,72; Rendiconto 2019, giusta delibera di G.M. n. 187 del 15/12/2020 – Disavanzo di Amministrazione da ripianare € 9.181.730,10; Rendiconto 2019, giusta delibera di G.M. n. 43 del 10/03/2021- Disavanzo da ripianare € 23.290.195,68; Che tutto ciò dimostra che il Bilancio di Previsione 2020/2022, peraltro dai consiglieri Mangano, Gazia, Liotta e Scafidi, contestato in punto di fatto e di diritto, nella seduta del 11/12/2020, conferma che il sopramenzionato Documento Finanziario-Previsionale, non è veritiero e conseguentemente la relativa delibera consiliare di approvazione, in autotutela è da revocare. (Doc. 3); Che per quanto sopra evidenziato, per esigenze di chiarezza e trasparenza politica e amministrativa si riporta di seguito, integralmente, la “Dichiarazione di Voto Contrario” alla proposta di Bilancio di Previsione 2020/2022: “Sig. Presidente, Sig. Sindaco e colleghi consiglieri, preliminarmente, all’esito della proposta di deliberazione che ci occupa, giova richiamare i Principi Contabili, la cui osservanza è ineludibile, presupposto dal quale intendiamo avviare la nostra analisi politica, ricordando a noi stessi che non può essere eluso il rispetto del: PRINCIPIO DELLA VERIDICITÀ, che fa riferimento al principio attraverso il quale i dati contabili devono rappresentare le reali condizioni delle operazioni di gestione di natura economica, patrimoniale e finanziaria. Tale principio della veridicità si applica ai documenti di bilancio di rendicontazione e di previsione, nei quali è da intendersi il principio di veridicità come rigorosa valutazione dei flussi finanziari ed economici, che si manifesteranno nell’esercizio di riferimento. Si devono, quindi, evitare le
sottovalutazioni e le sopravvalutazioni delle singole poste che, invece, devono essere valutate secondo una rigorosa analisi di controllo.
Al fine di una corretta interpretazione, il principio della veridicità deve essere interpretato in maniera coordinata con gli altri principi di bilancio. I bilanci che non rispettano il principio della veridicità non possono essere oggetto di approvazione da parte degli organi preposti al controllo ed alla revisione contabile.
Ed ancora, il PRINCIPIO DELLA ATTENDIBILITÀ, strettamente connesso con il principio della veridicità, asserisce che le previsioni e, in generale, tutte le valutazioni, devono essere sostenute da accurate analisi di tipo storico e programmatico o, in mancanza, da altri idonei ed obiettivi parametri di riferimento, nonché da fondate aspettative di acquisizione e di utilizzo delle risorse. Tale principio si applica sia ai documenti contabili di previsione, che di rendicontazione, per la cui redazione si osserva una procedura di valutazione. L’ambito di applicazione del principio si estende anche ai documenti descrittivi ed accompagnatori, al fine di risultare attendibile, un’informazione contabile non deve contenere errori o distorsioni rilevanti, in modo tale che gli utilizzatori possano fare affidamento su di essa.
L’oggettività degli andamenti storici e dei parametri di riferimento, ad integrazione di quelli eventualmente previsti dalla legge, consente di effettuare razionali e significative comparazioni nel tempo e nello spazio.
E poi, il PRINCIPIO DELLA CORRETTEZZA, rappresenta il rispetto formale e sostanziale delle norme che, nell’ambito di ogni specifica categoria di enti pubblici, sovrintendono alla redazione dei documenti contabili dei bilanci di previsione, programmazione e rendicontazione. Pertanto, è necessario individuare le regole generali, anche non sancite da norme giuridiche ma che ispirino il buon andamento dei sistemi contabili adottati da ogni amministrazione pubblica per la rilevazione dei propri fatti gestionali. Il principio della correttezza riguarda anche i dati oggetto di monitoraggio da parte delle istituzioni preposte al governo della finanza pubblica.
Proseguendo, il PRINCIPIO DELLA PRUDENZA, si estrinseca sia nelle valutazioni presenti nei documenti contabili di programmazione e di previsione che nei documenti del bilancio di rendicontazione. Nel bilancio di previsione, e più precisamente nei documenti finanziari, devono essere iscritte solo le componenti positive delle entrate che ragionevolmente saranno disponibili nel periodo amministrativo considerato, mentre le componenti negative delle uscite o spese saranno limitate alle sole voci degli impegni sostenibili e direttamente collegate alle risorse previste. Nei documenti contabili del rendiconto, invece, il principio della prudenza si estrinseca essenzialmente nella regola economica secondo la quale le componenti positive non realizzate non devono essere contabilizzate, mentre tutte le componenti negative devono essere contabilizzate e, quindi, rendicontate, anche se non definitivamente realizzate. Il principio della prudenza rappresenta uno degli elementi fondamentali del processo delle valutazioni contabili di bilanci. I suoi eccessi devono, tuttavia, essere evitati, in quanto pregiudizievoli al rispetto della rappresentazione veritiera e corretta delle scelte programmatiche e di gestione.
Ed ancora il PRINCIPIO DELLA CONTINUITÀ, fondamentale per completare il significato di altri principi. La valutazione delle poste contabili di bilancio deve essere effettuata nella prospettiva della continuazione delle attività istituzionali per le quali l’amministrazione pubblica è costituita. Infatti il principio della continuità introduce espressamente la dimensione diacronica che è inscindibilmente connessa ad ogni sistema aziendale, sia esso pubblico che privato, il quale deve rispondere alla preliminare caratteristica di essere atto a perdurare nel tempo. Pertanto, le valutazioni contabili finanziarie, economiche e patrimoniali dei bilanci devono essere fondate su criteri tecnici e di stima in grado di continuare ad essere validi nel tempo se le condizioni gestionali non saranno tali da evidenziare chiari e significativi cambiamenti.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, è di tutta evidenza che il documento contabile che ci è stato sottoposto non è conforme ai dettami che regolano la materia e ai richiamati principi contabili, come evidenziato nella nota inviata al collegio dei revisori dei conti per richiedere dei chiarimenti e l’integrazione del parere dell’organo di controllo; chiediamo che venga riportata integralmente nella presente dichiarazione di voto” (allegato A).
Allegato ” A” – Comune di Capo d’Orlando (Città Metropolitana di Messina) Al Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Capo d’Orlando, per il tramite del Presidente del Consiglio Comunale
e p.c.
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sig. Sindaco del Comune di Capo d’Orlando
Ai Capi Gruppo Consiliari
Alle OO.SS. OGGETTO:
Parere dell’Organo di Revisione sulla proposta di Bilancio di Previsione 2020/2022. Richiesta chiarimenti e integrazione sul depositato parere.
I sottoscritti consiglieri comunali, Mangano Renato Carlo, Gazia Sandro, Liotta Teodolinda e Scafidi Felice, nell’espletamento del mandato elettorale ricevuto, richiamate le competenze dell’Organo di Controllo esterno dell’ente locale de quo, PREMESSO – che in occasione della predisposizione del Bilancio di previsione 2020-2022 è necessario ed opportuno procedere alla determinazione del risultato di amministrazione, anche, presunto, dell’esercizio precedente, CONSIDERATO – che a tutt’oggi non è stato approvato il Rendiconto 2019 ed allo stato non si rileva, immotivatamente, nel parere rassegnato da codesto Collegio alcun richiamo al risultato di amministrazione presunto definito dall’Ufficio competente (avanzo ovvero disavanzo); che l’Ufficio rappresenta nella documentazione di rito un disavanzo di amministrazione, presunto, dell’esercizio 2019 di € 37.029,80, così pure un avanzo di amministrazione presunto, disponibile di ben €739.481,72; che la “conflittualità”, più o meno apparente, dei rappresentati risultati di esercizio 2019, impone una seria ed approfondita analisi del documento contabile che ci occupa; vero è che, nella eventualità dovesse emergere un risultato di esercizio in disavanzo, non si può esimere dal porre in essere tutte le iniziative utili a garantire la inevitabile copertura; che con l’approssimarsi della chiusura dell’esercizio 2020 è improcrastinabile eseguire una stima degli impegni e degli accertamenti che si prevedano di registrare nell’esercizio 2020 e delle relative variazioni che si prevedano di eseguire in sede di ri-accertamento dei residui attivi e passivi; che Vi è anche il fondato dubbio che il Rendiconto della gestione 2019 non può essere approvato stante che il Comune, essendo a nostro avviso in forte squilibrio finanziario, non è in grado di applicare il predetto disavanzo al già precario Bilancio di Previsione in esame.
RILEVATO – che vi è il serio e fondato dubbio che l’Ente (per le relative quote da vincolare e da accantonare) sia in presenza di un ingente disavanzo di amministrazione, e che quindi doveva essere applicato immediatamente a termini dell’art. 186 del TUEL all’esercizio 2020; che a tale riguardo non emerge dalla relazione del Collegio alcun elemento relativo al risultato di amministrazione dell’esercizio precedente a quello cui si riferisce il presente bilancio; che la mancata approvazione a tutt’oggi del rendiconto 2019, non è stato oggetto di rilievi da parte dell’organo di controllo, acuendo l’incertezza che tale inadempimento genera negli addetti ai lavori-consiglieri comunali. Tutto ciò premesso, considerato e rilevato – CHIEDONO – un approfondimento istruttorio in merito alle questioni sopra citate e alle criticità rilevate dai sottoscritti consiglieri nel rispetto dei principi e dei postulati di cui all’art. 162, c. 1 del T.U.E.L. secondo il quale “Gli enti locali deliberano annualmente il bilancio di previsione finanziario riferito ad almeno un triennio, comprendente le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio del periodo considerato e le previsioni di competenza degli esercizi successivi, osservando i principi contabili generali e applicati allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni” in ossequio ai principi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità; se il Collegio ha vigilato sull’applicazione dei superiori principi; un referto supplementare a dimostrazione di quanto sopra emarginato.
Nel contempo, chiedono, altresì:
1) se è stata verificata la corretta applicazione del Principio contabile allegato 4/2 del D.lgs n. 118/2011 circa lo stanziamento nel Bilancio di previsione del FCDE, cioè se l’Organo di Revisione ha verificato che tutte le entrate, anche quelle di dubbia e difficile esazione siano state previste per intero/per una percentuale uguale o superiore a quella prevista dal Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria e se a fronte delle entrate per le quali non è certa la riscossione integrale, è stata iscritta in bilancio un’apposita posta contabile denominata “Accantonamento al FCDE”.
Al riguardo, l’Organo di Revisione ha attestato l’ammontare del “Fondo crediti dubbia esigibilità”, nel Tit. 1 pari ad Euro 545.911,78 su uno stanziamento di Euro 4.681.763,97, somma quest’ultima gemmata (?) da una originaria somma di Euro 9.590.000,00, che avrebbe portato il FCDE a circa 1.100.000,00 euro con ovvie conseguenze sugli equilibri del bilancio.
Si chiede, in buona sostanza, su quale norma e/o principio e/o disposizione si è basata la ricostruzione fantasiosa dell’Amministrazione secondo la quale “… ha adottato un procedimento extracontabile (?) in luogo di quelli normali” nella determinazione del fondo e su quale presupposto il Collegio ne ha verificato la congruità.
2) di essere notiziati in ordine al procedimento seguito nella determinazione del fondo contenzioso, iscritto per € 4.941,08, nonché sulla congruità dello stesso a fronte dell’ingente contenzioso che vede attualmente impegnato il Comune Paladino. A tal uopo giova rammentare che nel bilancio relativo all’anno 2015 la somma accantonata ammontava a ben 150 mila euro!
3) Se il Collegio, in forza dell’incremento poderoso del personale a seguito della stabilizzazione operata dall’Ente ha verificato l’effettivo aumento del fondo trattamento accessorio, atteso che la norma obbligava l’ente ad aumentarlo proporzionalmente per l’esercizio in esame 2020 e 2021-2022 (a tal uopo si veda l’art .33, comma 2, del d.l. 34/2020 per l’ipotesi di aumento del citato limite al trattamento accessorio) . Ne consegue che l’eventuale mancata appostazione della relativa posta (stanziamento) genera una spesa non coperta e, quindi, un ulteriore disequilibrio del Bilancio;
4) di conoscere se tutti i responsabili d’area hanno provveduto a comunicare gli eventuali debiti fuori bilancio da riconoscere, ovvero le relative dichiarazioni di non sussistenza.
La presente richiesta di chiarimenti è urgente. Va da sé, che nel bilancio di previsione, devono essere iscritte, secondo l’acclarato principio della “prudenza”, solo le entrate che si prevede siano accertabili nel periodo amministrativo considerato, mentre devono rientrare nelle spese tutti gli oneri che si prevede di dover impegnare; pertanto in caso di accertamento positivo di quanto sopra rilevato ed esposto dai sottoscritti Consiglieri Comunali, si invita il Collegio dei Revisori a rinnovare, senza indugio, alla luce delle superiori motivazioni, il parere sul Bilancio di Previsione 2020-2022.
Con riserva di invio degli atti alla Procura della Corte dei Conti di Palermo ed all’Autorità Vigilante dell’Assessorato Enti Locali e al Sig. Prefetto di Messina. I Consiglieri Comunali – F.to Mangano Renato Carlo, F.to Gazia Sandro, F.to Liotta Teodolinda, F.to Scafidi Felice
“A mero titolo esemplificativo e non esaustivo non può essere sottaciuta la singolare ed imbarazzante situazione riguardante la mancata approvazione del rendiconto 2019. Ma vi è di più, all’esito della lettura del prospetto indicativo del risultato di esercizio presunto 2019 emerge un avanzo di amministrazione di oltre 750.000,00 euro con, una imbarazzante e discutibile appostazione della voce di bilancio “Fondo contenzioso” di appena 4.941,08 euro, mortificante per questo Consiglio Comunale.
Colleghi Consiglieri, se è vero come è vero, che il Comune di Capo d’Orlando è impegnato a fare fronte ad una mole ingente di contenzioso è assolutamente incongruo l’importo indicato nel “Fondo Contenzioso” del bilancio di previsione 2020/2022 di €30.000,00, a cui segue per l’esercizio 2022 l’importo di € 189.000,00, peraltro quantificati in assenza dell’elenco di tutto il contenzioso con dovuta menzione dell’indice di soccombenza (alta, media, bassa) delle singole pratiche. Purtroppo questo modus operandi, de plano, non fà altro che confermare tutte le perplessità manifestate in precedenza con la puntuale e certosina attività di controllo che i sottoscritti consiglieri hanno condotto in questa aula, stigmatizzando l’operato di questa amministrazione attiva assolutamente inadeguata. Ed ancora, altrettanto imbarazzante è l’appostazione nel bilancio che ci occupa del “fondo crediti di dubbia esigibilità”, quantificato in euro 545.911,78 assolutamente incongruo rispetto alle norme che regolano la materia. Pertanto, si stigmatizza il metodo di calcolo, frutto di artificiose alchimie contabili.
Signor Presidente e colleghi Consiglieri, la lista delle criticità da elencare sarebbe molto lunga e mortificante per questa aula e, pertanto, mi avvio alla conclusione consegnando l’invito ad un atteggiamento responsabile e rispettoso dell’intelligenza degli amministrati. Conclusivamente, per tutto quanto argomentato, preannunciamo il voto contrario alla proposta così come formulata!” Capo d’Orlando, 11 dicembre 2020 – I Consiglieri Comunale F.to Renato Carlo Mangano, F.to Sandro Gazia, F.to Teodolinda Liotta, F.to Felice Scafidi

Che con nota del 28.04.2020 prot. n. 10439 “Richiesta di parere e invito a relazionare, con carattere d’urgenza, in ordine alla situazione economico-finanziaria del Comune di Capo d’Orlando, anche, a seguito delle dichiarazioni rese dal Sindaco, dott. Francesco Ingrillì, il 24 aprile u.s..”, peraltro richiamata dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, dott. Giovanni Crimi nella seduta consiliare dell’11.12.2020, i consiglieri scriventi avevano invitato il Collegio dei Revisori Contabili, nell’espletamento delle funzioni che le sono attribuite dalla vigente normativa a:
“a porre in essere, senza indugio, tutte le azioni utili allo scopo di scongiurare il dissesto finanziario del Comune di Capo d’Orlando, sollecitando, altresì, gli uffici ad adempiere alle datate richieste della Corte dei Conti e alle reiterate diffide formalizzate dallo stesso Organo di Controllo per la predisposizione del Piano Pluriennale di Riequilibrio Finanziario da sottoporre all’esame del Civico Consesso.”;
“relazionare, nei modi e termini di legge e delle disposizioni regolamentari sulle rappresentate gravi problematiche, al fine di consentire agli scriventi di valutare le più opportune iniziative a tutela dei legittimi diritti degli amministrati.” (Doc. 10)
RILEVATO – Che nel recente trascorso e non solo, è stato posto l’accento sulle molteplici e gravi criticità che interessano il rendiconto 2019 e, per l’effetto, anche il bilancio di previsione 2020/2022, si assiste, inspiegabilmente, ad un silenzio assordante, nella forma, e ad un vuoto pneumatico, nella sostanza, da parte dell’Ufficio dell’Area Economico-Finanziaria e, in modo specchiato, del Segretario Generale del Comune di Capo d’Orlando, ciascuno per quanto di loro competenza e responsabilità, per gli adempimenti da assolvere nell’assoluto rispetto del quadro normativo e regolamentare che disciplina la materia; Che a scanso di equivoci, a beneficio dei “diretti interessati”, giova rammentare che: -l’art. 153, comma 4 del Tuel recita: “…Il Responsabile del servizio finanziario, di ragioneria o qualificazione corrispondente, è preposto alla verifica di veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa, avanzate dai vari servizi, da iscriversi nel bilancio di previsione ed alla verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese, alla regolare tenuta della contabilità economico-patrimoniale e più in generale alla salvaguardia degli equilibri finanziari e complessivi della gestione e dei vincoli di finanza pubblica. Nell’esercizio di tali funzioni il responsabile del servizio finanziario agisce in autonomia nei limiti di quanto disposto dai principi finanziari e contabili, dalle norme ordinamentali e dai vincoli di finanza pubblica.
– Il regolamento di contabilità disciplina le modalità con le quali vengono resi i pareri di regolarità contabile sulle, proposte di deliberazione ed apposto il visto di regolarità contabile sulle determinazioni dei soggetti abilitati. Il responsabile del servizio finanziario effettua le attestazioni di copertura della spesa in relazione alle disponibilità effettive esistenti negli stanziamenti di spesa e, quando occorre, in relazione allo stato di realizzazione degli accertamenti di entrata vincolata secondo quanto previsto dal regolamento di contabilità.
– Il regolamento di contabilità disciplina le segnalazioni obbligatorie dei fatti e delle valutazioni del responsabile finanziario al legale rappresentante dell’ente, al consiglio dell’ente nella persona del suo presidente, al segretario ed all’organo di revisione, nonché alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ove si rilevi che la gestione delle entrate o delle spese correnti evidenzi il costituirsi di situazioni – non compensabili da maggiori entrate o minori spese – tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio. In ogni caso la segnalazione è effettuata entro sette giorni dalla conoscenza dei fatti. Il consiglio provvede al riequilibrio a norma dell’articolo 193, entro trenta giorni dal ricevimento della segnalazione, anche su proposta della giunta.”; Che a tale riguardo, è illuminante la massima, di seguito riportata, della sentenza della Cassazione civile, Sezioni Unite, n.6493 del 31 marzo 2015: “L’accertamento della responsabilità per danno erariale operato nei confronti del funzionario addetto al servizio finanziario del comune – il quale ha consentito l’inserimento, in taluni capitoli dei bilanci di previsione approvati dal comune di appartenenza, di appostazioni previsionali di entrate sovrastimate o non giustificate da realistici presupposti della loro riscossione, nonché iscritto spese di importo equivalente che l’ente non ha potuto sopportare, con conseguente anticipazione di tesoreria per la parte corrispondente – non integra una violazione dei limiti esterni della giurisdizione della Corte dei Conti, non implicando un sindacato nel merito delle scelte discrezionali del funzionario, ma unicamente un controllo sulla legittimità del suo operato in relazione ai compiti a lui specificamente attribuiti dall’art. 153, comma 4, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.”; Che non di meno, l’art. 97, c. 2 del Tuel, recita: “Il segretario comunale e provinciale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.”;
Che non trova giustificazione alcuna, Ergo, la “sospetta” apatia dei sopra citati uffici destinatari, peraltro, della corposa, puntuale ed illuminante corrispondenza orientata al rispetto delle regole dettate dall’ordinamento giuridico, come si conviene in uno stato di diritto!
Che non può essere sottaciuto che, qualora ce ne fosse bisogno, tra le funzioni in capo al segretario si annovera il controllo di regolarità amministrativa nella fase successiva;
Che la disciplina prevista dal nuovo art. 147 bis del D. Lgs. n. 267/2000 delinea un ruolo importante per il Segretario posto che l’esercizio di tale controllo è effettuato sotto la sua direzione, secondo principi generali di revisione aziendale. Il controllo esercitato sui singoli atti, pertanto, deve riguardare, oltre la legittimità degli stessi, anche l’economicità dell’operazione sottostante e le relative modalità gestionali; Che è di tutta evidenza che la locuzione «sotto la direzione del segretario» debba intendersi nel senso che le modalità di controllo siano esercitate dal personale diretto dal segretario, incombendo sullo stesso la responsabilità della «culpa in vigilando»; Che compete, inoltre, propriamente al Segretario dell’Ente locale (ex. art. 147 bis comma 3): impartire, ai responsabili dei servizi, le direttive alle quali conformarsi in caso di riscontrate irregolarità;
– trasmettere, periodicamente le risultanze di questo tipo di controllo ai responsabili dei servizi, quali documenti utili per la valutazione dei rispettivi dipendenti, ai Revisori Contabili, agli Organi Indipendenti di Valutazione (O.I.V.), al Presidente del Consiglio Comunale al fine di darne conoscenza allo stesso consesso nella prima seduta utile;
– il controllo di gestione, che si intende come ausilio offerto ai Dirigenti dell’Ente affinché possano governare i processi gestionali e correggerli, in una visione dinamica intesa ad affermare i principi del «buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione». Questa forma di controllo è finalizzata a consentire, ove necessario, le opportune modifiche alla macchina gestionale amministrativa. Il ruolo del Segretario, per il corretto svolgimento di suddetto controllo, è basilare. A tal fine, la Giunta, su proposta del Segretario Comunale, in sede di approvazione del Piano delle Performance, unitamente al Piano Esecutivo di Gestione, provvede a definire, per ogni singola struttura dell’ente: il Piano dettagliato degli Obiettivi; le unità organizzative per le quali si intende misurare l’efficacia, l’efficienza ed economicità dell’azione amministrativa; i risultati e le finalità dell’azione amministrativa con riferimento all’intera amministrazione o alle singole unità organizzative; le modalità di rilevazione e ripartizione dei costi tra le unità organizzative e di individuazione degli obiettivi per cui i costi sono contenuti; gli indicatori specifici per misurare l’efficacia, l’efficienza, e l’economicità; la frequenza di rilevazione delle informazioni.
Tale controllo, nell’Ente, è coordinato dal Segretario Comunale, unitamente all’Organismo Indipendente di Valutazione; il controllo strategico, che con la nuova legge sui controlli interni diventa obbligatorio, che assume, rispetto al passato, una connotazione diversa, coinvolgendo la figura del Segretario prima esclusa. Il controllo, prima facoltativo e posto in essere dal
Consiglio Comunale sull’operato della Giunta Comunale (sostanzialmente un controllo politico), diviene obbligatorio e assume una connotazione tipicamente tecnica. Il Segretario, può in questa fase, unitamente al management amministrativo (Dirigenti dei Settori, Organismi indipendenti di valutazione), fornire alla Giunta e al Consiglio il supporto necessario per coadiuvare efficacemente l’attività dell’Amministrazione; il controllo delle società partecipate non quotate: Seppure non trascurabile, tale forma di controllo è condivisa dal Segretario, unitamente alle strutture e ai responsabili degli uffici deputati a monitorare il perseguimento degli obiettivi gestionali a cui devono tendere le società partecipate. Tale ruolo può ricavarsi dall’ultimo capoverso dell’art. 147 quater che afferma: “Tali controlli sono esercitati dalle strutture proprie dell’ente locale, che ne sono responsabili». In ogni caso, compete sempre al Segretario, quale Responsabile per la prevenzione della corruzione e dell’attuazione del relativo piano un ruolo non marginale di controllo; la Relazione annuale alla Corte dei Conti: sulla base di quanto disposto dall’art. 148 del D. Lgs. n.267/2000 (T.U.E.L.) nell’ambito dei Controlli esterni posti in essere dalla Corte dei Conti, «il sindaco o il presidente della provincia, avvalendosi del direttore generale, quando presente, o del segretario negli enti in cui non è prevista la figura del direttore generale, trasmette annualmente alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti un referto sul sistema dei controlli interni (omissis)», al fine di dimostrare l’adeguatezza e l’efficacia dei controlli interni realizzati nel corso dell’esercizio considerato. In tale contesto assume un ruolo significativo quello del Segretario Comunale. La norma, nel prevedere uno specifico compito, in capo al Sindaco, ossia quello di trasmettere il referto alla Corte dei Conti, stabilisce che lo stesso debba avvalersi del Segretario quando non sia nominato il Direttore Generale. E’ evidente che tale apporto riguarda in special modo l’elaborazione del referto che richiede una competenza specifica di management pubblico. La norma, difatti, prevede che il referto attenga e abbia ad oggetto la regolarità della gestione e l’efficacia e l’efficienza del sistema dei controlli interni adottato sulla base delle linee guida deliberate dalla sezione delle Autonomie e dalle sezioni regionali. Questa corrispondenza alle linee guida della Corte dei Conti presuppone, pertanto, uno scambio di informazioni e di relazioni che il Segretario deve instaurare con la Corte stessa.
L’importanza di tale momento è rinvenibile dalle sanzioni previste in caso di inadempimento, come può evincersi dal novellato art. 148 comma 4 del T.U.E.L. il quale stabilisce che: «In caso di rilevata assenza o inadeguatezza degli strumenti e delle metodologie di cui al secondo periodo del comma 1 del presente articolo, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n.20, e successive modificazioni, e dai commi 5 e 5-bis dell’articolo 248 del presente testo unico, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano agli amministratori responsabili la condanna ad una sanzione pecuniaria da un minimo di cinque fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta al momento di
commissione della violazione».
Anche se la sanzione è prevista in capo agli amministratori, non è pensabile che essa, non abbia effetti sul segretario ravvisandosi una qualche responsabilità, quantomeno per «culpa in vigilando».
Ancora più gravi sono le conseguenze, previste dalla legge, in caso di mancata attivazione del sistema dei controlli interni, prevedendo in capo all’ente inadempiente l’avvio della procedura per lo scioglimento del consiglio comunale.
– Il ruolo di Responsabile per la prevenzione della Corruzione e Trasparenza Con legge n.190/2012 nell’ambito delle misure adottate per contrastare la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione, il comma 7, parte seconda dell’art. 1, individua in capo al Segretario dell’ente il responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza, in quanto la funzione ad esso sottesa è da intendersi come integrativa delle competenze generali spettanti allo stesso: questi, infatti, ai sensi dell’art. 97 comma 4 del D. Lgs. n. 267/2000, svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza amministrativa e giuridica nei confronti degli organi dell’ente in merito alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti. A fronte dei compiti attribuiti, la legge n. 190/2012 prevede consistenti responsabilità per il caso di inadempimento. In particolare, «in caso di commissione all’interno dell’amministrazione di un reato di corruzione accertato con sentenza passata in giudicato, il responsabile individuato ai sensi del comma 7 del presente articolo risponde ai sensi dell’articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonché sul piano disciplinare, oltre che per il danno erariale e all’immagine della pubblica amministrazione, salvo che provi tutte le seguenti circostanze:
a) di avere predisposto, prima della commissione del fatto il piano di cui al comma 5 e di avere osservato le prescrizioni di cui ai commi 9 e 10 del presente articolo;
b) di avere vigilato sul funzionamento e sull’osservanza del piano. (art. 1 comma 12 L. n. 190/2012) – Verifica della necessità di prevedere misure specifiche ed ulteriori non presenti nel PTPCT per sopravvenute modifiche del contesto interno e/o esterno dell’Ente;
– Il Potere sostitutivo ex art. 2 comma 9 bis– 9 ter– 9 quater.

Nel campo della Pubblica Amministrazione, vista come centro nevralgico per consentire la ripartenza del sistema economico italiano, sono state introdotte misure finalizzate a consentire una rapida conclusione dei procedimenti amministrativi. Per tali ragioni alla legge n. 241/1990 «Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi» è stata introdotta all’art. 2 i commi 9 bis, ter e quater che prevedono nelle pubbliche amministrazioni, l’istituzione del soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia all’emanazione del provvedimento. Tale soggetto è individuato, negli enti locali, generalmente, nella figura del Segretario Comunale, quale figura apicale dell’Amministrazione. Rilevanti sono le attribuzioni, previste dalla norma, in capo al Segretario quale titolare del potere sostitutivo, ravvisabili nel rendere effettivo il rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti e nel responsabilizzare il vertice politico indicando i settori nei quali è più frequente il mancato rispetto dei termini di conclusione del procedimento. Questi, difatti, è chiamato (su istanza di parte) a concludere il procedimento amministrativo, entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, o avvalendosi delle strutture competenti o nominando un commissario e, nel comunicare, annualmente, agli organi di governo i procedimenti per i quali non è rispettato il termine di conclusione dei procedimenti;
– L’Accesso generalizzato – Particolare attenzione, nell’ambito dei procedimenti di secondo grado, in capo al Segretario Comunale, deve essere posta alle funzioni espletate con riguardo alla tutela dell’accesso generalizzato, come regolamentato a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 97/2016, riforma ispirata ai paradigmi della trasparenza e della libertà di informazioni, introducendo nel nostro ordinamento la nuova figura dell’accesso civico, il cui fine è rappresentato dalla libertà di accedere alle informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni. Trattasi, a dire il vero, di una forte implementazione della previgente versione dell’accesso civico, ora disciplinato dall’art. 5 comma 1 del D. Lgs. n. 33/2013 che, concepito per consentire l’accesso esclusivamente ai documenti a pubblicazione obbligatoria, lo ha esteso ora, art. 5 comma 2 D. Lgs. n. 33/2013, “ai dati (alle informazioni) e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali, sull’utilizzo delle risorse pubbliche e per promuovere la partecipazione al dibattito pubblico”. Tale nuova forma di accesso non è sottoposta ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva e non richiede motivazione.
Questo istituto non si sostituisce all’accesso civico semplice, ora disciplinato dal comma 1 dell’articolo 5 e circoscritto ai documenti ed atti oggetto di obbligo di pubblicazione, ma si delinea quale nuova figura autonoma ed indipendente da presupposti obblighi di pubblicazione. In caso di diniego, totale o parziale, o di mancata risposta ad una richiesta di accesso civico generalizzato presentata ai soggetti di cui all’art. 5 comma 3 lett. a), b) e c), il richiedente può presentare richiesta di riesame al Responsabile per la prevenzione della Corruzione e Trasparenza (negli enti locali il Segretario Comunale), il quale decide con provvedimento motivato entro il termine di venti giorni (art. 5 comma 7 D. Lgs. n. 33/2013). Il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e Trasparenza, inoltre, nell’ambito della normativa in materia di accesso, così come modificata ed integrata, è tenuto ad istituire e curare un registro delle richieste di accesso presentate (per tutte le tipologie di accesso), da aggiornare e pubblicare sul sito Amministrazione Trasparente con periodicità semestrale.
Alla luce dell’excursus sin qui condotto emerge, in modo incontrovertibile, il ruolo centrale, nella macchina amministrativa, assunto negli ultimi anni, dalla figura del Segretario Comunale. Dall’esame congiunto delle funzioni attribuite al Segretario Comunale emerge con chiarezza, per quanto ci occupa, la volontà del legislatore di valorizzarne la figura e il ruolo ponendolo al centro di responsabilità che si collocano quale ideale crocevia di direzione e di controllo sull’attività dell’Ente.
Ed ancora, a rafforzare le argomentazioni addotte sul ruolo ricoperto dal segretario comunale soccorre, ove ce ne fosse stato bisogno, la legge Severino, meritoriamente ma tardivamente, recependo un sistema di prevenzione della corruzione improntato sul versante prevalentemente amministrativo che ha inteso affidare un così grave compito, negli enti locali, alla figura del Segretario dell’Ente, da intendersi quale figura imparziale e dotata di quelle conoscenze e competenze in grado di soddisfare i principi di legalità, efficienza, efficacia, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, principi che se disattesi e quando disattesi producono, nel tempo, una serie di criticità ed inefficienze nella macchina amministrativa comportanti crisi di valori di legalità, etica ed economiche, dai quali la nostra città non può prescindere.
Nello specifico, si osserva che, all’evidenza dei fatti, sono state violate le norme del TUEL (prima citate) poste a presidio della correttezza delle procedure contabili degli enti locali…” e, pertanto, valgono le seguenti considerazioni.
E’ indubbio che il segretario comunale svolge una specifica funzione di garante della legalità e di correttezza amministrativa dell’azione dell’ente locale, di assistenza e di collaborazione giuridica ed amministrativa proprio in virtù dell’art. 17, comma 68, della l. 127 del 1997, ma ancor prima in virtù della l. 142 del 1990. L’intervenuta soppressione, ai sensi dell’art. 17, comma 85, della legge citata, del parere di legittimità su ogni proposta di deliberazione giuntale o consiliare, non costituisce commodus discessus (facile via d’uscita) da ogni responsabilità. Al contrario, l’evoluzione normativa in materia, ben lungi dall’evidenziare una sottrazione del segretario in questione alla responsabilità amministrativa per il parere eventualmente espresso su atti della Giunta o del Consiglio, ne ha invece sottolineato le maggiori responsabilità in ragione della rilevata estensione di funzioni, di tal che non assume alcun rilievo esimente l’art. 17, commi 85 e 86, l. n. 127/1997 che ha espressamente abrogato l’istituto del parere preventivo di legittimità del segretario comunale.
Dello stesso tenore è il parere della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Calabria, che con sentenza n.185/2019 ha condiviso l’orientamento giurisdizionale e dottrinale riportandosi alla Sentenza n. 217/2012 della Corte dei Conti, Sez. giur. Toscana, secondo cui l’intervenuta soppressione, ai sensi dell’art. 17, comma 85, della l. n. 127/1997, del parere di legittimità del segretario (comunale o provinciale) su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta o al Consiglio, già previsto dall’ art. 53 della l. n. 142/1990, non esclude che permangano in capo al segretario tutta una serie di compiti ed adempimenti che, lungi dal determinare un’area di deresponsabilizzazione del medesimo, lo impegnano, invece, ad un corretto
svolgimento degli stessi, pena la sua soggezione, in ragione del rapporto di servizio instaurato con l’ente locale, all’azione di responsabilità amministrativa, ove di questa ricorrano gli specifici presupposti.
Ciò in quanto il suddetto art. 17 della L. 127/1997 e, successivamente, l’art. 97 del D.Lgvo 18 agosto 2000 n. 267, mantiene per il segretario comunale la specifica funzione ausiliaria di garante della legalità e correttezza amministrativa dell’azione dell’ente locale. Infatti il T.U. n. 267/2000 ha assegnato al segretario dell’ente locale, in linea generale, oltre agli altri compiti indicati dal menzionato art. 97, le “funzioni di collaborazione e di assistenza giuridico – amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in
ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti” e quelle di “sovrintendere allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e di coordinarne l’attività”. Sicché la predetta modifica normativa non esclude che il segretario comunale, proprio in virtù di tali specifici compiti di consulenza giuridico–amministrativa, possa essere responsabile in riferimento alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, agli statuti ed ai regolamenti. VISTO
L’allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011, paragrafo 5.2, lett. h.), che testualmente recita: “nel caso in cui l’ente, a seguito di contenzioso in cui ha significative probabilità di soccombere, o di sentenza non definitiva e non esecutiva, sia condannato al pagamento di spese, in attesa degli esiti del giudizio, si è in presenza di una obbligazione passiva condizionata al verificarsi di un evento (l’esito del giudizio o del ricorso), con riferimento al quale non è possibile impegnare alcuna spesa. In tale situazione l’ente è tenuto ad accantonare le risorse necessarie per il pagamento degli oneri previsti dalla sentenza, stanziando nell’esercizio le relative spese che, a fine esercizio, incrementeranno il risultato di amministrazione che dovrà essere vincolato alla copertura delle eventuali spese derivanti dalla sentenza definitiva. A tal fine si ritiene necessaria la costituzione di un apposito fondo rischi. Nel caso in cui il contenzioso nasce con riferimento ad una obbligazione già sorta, per la quale è stato già assunto l’impegno, si conserva l’impegno e non si effettua l’accantonamento per la parte già impegnata. L’accantonamento riguarda solo il rischio di maggiori spese legate al contenzioso. In occasione della prima
applicazione dei principi applicati della contabilità finanziaria, si provvede alla determinazione dell’accantonamento del fondo rischi spese legali sulla base di una ricognizione del contenzioso esistente a carico dell’ente formatosi negli esercizi precedenti, il cui onere può essere ripartito, in quote uguali, tra gli esercizi considerati nel bilancio di previsione o a prudente valutazione dell’ente, fermo restando l’obbligo di accantonare nel primo esercizio considerato nel bilancio di previsione, il fondo riguardante il nuovo contenzioso formatosi nel corso dell’esercizio precedente (compreso l’esercizio in corso, in caso di esercizio provvisorio). In presenza di contenzioso di importo particolarmente rilevante, l’accantonamento annuale può essere ripartito, in quote uguali, tra gli esercizi considerati nel bilancio di previsione o a prudente valutazione dell’ente. Gli stanziamenti riguardanti il fondo rischi spese legali accantonato nella spesa degli esercizi successivi al primo, sono destinati ad essere incrementati in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione successivo, per tenere conto del nuovo contenzioso formatosi alla data dell’approvazione del bilancio. In occasione dell’approvazione del rendiconto è possibile vincolare una quota
del risultato di amministrazione pari alla quota degli accantonamenti riguardanti il fondo rischi spese legali rinviati agli esercizi successivi, liberando in tal modo gli stanziamenti di bilancio riguardanti il fondo rischi spese legali (in quote costanti tra gli accantonamenti stanziati nel bilancio di previsione). L’organo di revisione dell’ente provvede a verificare la congruità degli accantonamenti.”;
Il tenore della delibera n. 69 del 18 maggio 2020, Corte dei Conti, Sezione Lombardia, che all’esito dell’esame dei questionari sui bilanci di previsione 2015 e 2016 e sui rendiconti degli esercizi 2014/2018, accertata la presenza di profili di criticità con riferimento alla sana gestione finanziaria del comune in questione, ha chiesto all’ente di: attenersi scrupolosamente ai principi contabili di prudenza e veridicità nelle operazioni di riaccertamento dei residui attivi e passivi; provvedere, in vista dell’approvazione del rendiconto 2019, alla corretta determinazione e alla verifica di congruità del “Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità” e del “Fondo Rischi Contenzioso”; Il contenuto delle deliberazioni della Sezione Regionale di Controllo per la Campania, n. 125/2019 e della Sezione Regionale di Controllo per il Lazio, n. 18/2020, le quali evidenziano in proposito, che la recente giurisprudenza della Corte dei Conti ha fatto riferimento, ai fini della classificazione delle passività potenziali, tra passività “probabili”, “possibili” e da “evento remoto”, ai seguenti principi: la passività “probabile”, con indice di rischio del 51%, (che impone un ammontare di accantonamento che sia pari almeno a tale percentuale), è quella in cui rientrano i casi di provvedimenti giurisdizionali non esecutivi, nonché i giudizi non ancora esitati in decisione, per i quali l’avvocato abbia espresso un giudizio di soccombenza di grande rilevanza; la passività “possibile”, che è quella in relazione alla quale il fatto che l’evento si verifichi è inferiore al probabile e, quindi, il range di accantonamento oscilla tra un massimo del 49% ed un minimo determinato in relazione alla soglia del successivo criterio di classificazione; la passività da “evento remoto”, la cui probabilità è stimata inferiore al 10%, con accantonamento previsto pari a zero. PRESO ATTO
Che tra gli accantonamenti del risultato di amministrazione quello che riveste carattere di maggiore complessità è, senza dubbio, quello relativo al fondo contenzioso, disciplinato dal Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria (allegato 4/2 al D.Lgs.118/2011, paragrafo 5.2, lett. h) e oggetto di particolare attenzione e valutazione da parte dell’Organo di Revisione economico-finanziaria;
Che il principio prevede che nel caso in cui, a seguito di contenzioso, vi siano significative probabilità di soccombenza, o qualora vi sia una sentenza, non definitiva e non esecutiva, di condanna al pagamento di spese, in attesa dell’esito del contenzioso si è in presenza di una obbligazione giuridica passiva condizionata al verificarsi di un evento con riferimento al quale non è possibile impegnare alcuna spesa;
Che ogni anno, in occasione della redazione del rendiconto, deve essere effettuata una ricognizione di tutte le cause esistenti, e predisporre o aggiornare una tabella nella quale indicare, per ogni causa in corso: 1. la valutazione del grado di rischio, analisi per la quale sarà necessario acquisire una relazione aggiornata del legale che patrocina l’ente;
2. l’importo già accantonato al Fondo negli esercizi precedenti (se trattasi di cause sorte in anni precedenti); 3. l’importo da accantonare per l’anno in corso, sia per l’insorgenza di nuove cause, sia per l’accantonamento di ulteriori quote per le cause di anni precedenti, qualora si sia proceduto a frazionare la quota su più bilanci, in presenza di un contenzioso con rischio di importo elevato; Che nella valutazione del valore da accantonare si dovranno considerare tutte le spese potenzialmente derivanti a carico
dell’Ente, quali, ad esempio, il risarcimento danni richiesto, le rivalutazioni, gli interessi e le spese legali e di consulenza dei tecnici d’ufficio;
Che il Fondo così definitivamente accantonato nel risultato di amministrazione potrà essere utilizzato negli anni successivi, mediante applicazione dell’avanzo accantonato, al manifestarsi dell’evento e quindi in presenza dell’obbligazione giuridica passiva;
Che l’impegno di spesa potrà essere attivato solo dopo il riconoscimento del debito fuori bilancio a cura del consiglio comunale, che ricondurrà la spesa derivante da sentenza nel sistema di bilancio dell’Ente;
Che la Corte dei Conti, Sezione Regionale Puglia, con delibera n.98/2020 PRSE del 29 ottobre 2020 ha affermato che nel calcolo nel Fondo Contenzioso non è corretto individuare una percentuale forfettaria ma è necessario valutare le singole controversie e tenere conto delle loro specificità in termini di soccombenza;
Che i sottoscritti consiglieri comunali hanno in più circostanze segnalato che il Fondo Rischi per il Contenzioso, non solo non risulta adeguato alla grande mole del contenzioso cui è sottoposto il Comune di Capo d’Orlando, ma non vi sono criteri e metodi di quantificazione dello stesso sia nella relazione a rendiconto che nella nota integrativa;
Che sia la prima che la seconda versione dello schema di Rendiconto 2019, approvato da ultimo con delibera di G.M. n.43/2021, riportano un Fondo Rischi Contenzioso di pari importo, ovvero € 128.941,08; Che nonostante i numerosi e noti contenziosi, anche milionari, il Comune di Capo d’Orlando ha ritenuto, INCREDIBILMENTE, di ridurre l’importo di tale fondo anziché, come prescrivono le richiamate norme in materia, di adeguarlo e supportarlo con dati e informazioni;
Che l’importo del Fondo Rischi Contenzioso al 01/01/2019 risultava pari ad € 150.000,00, invece con il Rendiconto 2019 tale importo ha subito un decremento attestandosi sull’importo più volte citato di € 128.941,08; Che risulta evidente come l’importo di tale fondo vada adeguato allo stato del contenzioso dell’Ente e determinato secondo le regole giuscontabili e come chiarito dalla Corte dei Conti e dalle norme in materia; Che la Segretaria Comunale, partecipando alla seduta di Giunta, aveva il dovere di svolgere la sua funzione di garante del diritto ponendo in evidenza le gravi violazioni di legge che, con l’approvazione delle delibere di “Approvazione del bilancio di previsione 2020/2022”e “Approvazione del rendiconto della gestione 2019”, si stavano effettuando; inoltre, nella ricorrente ipotesi in cui gli assessori avessero comunque deciso di deliberare, avrebbe dovuto esigere la verbalizzazione della sua opposizione. Niente di tutto questo è avvenuto, e pertanto deve confermarsi la responsabilità della Segretaria Comunale; Che la Responsabile del Servizio Economico-Finanziario del Comune, nella predisposizione delle proposte di bilancio di previsione 2020 e rendiconto 2019, nonostante le gravi e molteplici rilevate criticità, ad opera sia dei sottoscritti consiglieri comunali e del Collegio dei Revisori dei Conti che da parte della Corte dei Conti per gli anni pregressi (2015 e 2016), ha emesso favorevolmente i relativi pareri di “regolarità contabile”, il cui fine perseguito dal legislatore è stato quello di assegnare al responsabile del servizio di ragioneria un ruolo centrale nella tutela degli equilibri di bilancio dell’Ente e, a tal fine, nell’esprimere tale parere Ella, nelle fattispecie, avrebbe dovuto tenere conto, in particolare, delle conseguenze rilevanti, nefaste per l’Ente locale de quo, in termini di mantenimento nel tempo degli equilibri finanziari ed economico-patrimoniali;
Che in sede di controllo, la Corte dei conti è chiamata a monitorare l’andamento della gestione finanziaria degli enti locali (art.148-bis, TUEL), esaminando i bilanci preventivi e i rendiconti consuntivi degli enti locali (ai sensi dell’art. 1, commi 166 e seguenti, della legge 266/2005) ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi annuali con riferimento ai vincoli sul pareggio di bilancio e in materia di coordinamento della finanza pubblica, nonché per verificare l’osservanza del vincolo previsto in materia di indebitamento dall’art.119 della Costituzione, della sostenibilità dell’indebitamento, dell’assenza di irregolarità, suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari degli enti;
Che l’art. 193 del TUEL prevede che gli enti locali debbano rispettare il pareggio finanziario e tutti gli equilibri relativi alla copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti sia durante la gestione che nelle variazioni di bilancio, con particolare riferimento agli equilibri di competenza e di cassa. Su base periodica e comunque almeno una volta entro il 31 luglio di ciascun anno, l’organo consiliare provvede con delibera a dare atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, laddove vi fosse situazione di squilibrio, ad adottare le misure necessarie a ripristinare il pareggio qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di gestione o di amministrazione, per squilibrio della gestione di competenza, di cassa ovvero della gestione dei residui;
Che devono, inoltre, essere adottati provvedimenti per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio e le iniziative necessarie ad adeguare il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità e il Fondo Rischi Contenzioso accantonati nel risultato di amministrazione in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui;
Che l’art. 1-ter, comma 3 del D.L.78/2015 prevede che i provvedimenti di riequilibrio delle province e delle città metropolitane devono essere adottati entro e non oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione;
Che il bilancio di previsione pluriennale 2020/2022 riportava il risultato di esercizio 2019 (preconsuntivo) con un avanzo di amministrazione presunto, disponibile di ben € 739.481,72, che a distanza di poche settimane mutava a seguito della proposta di G.M. n. 187 del 15/12/2020 che presentava un – Disavanzo di Amministrazione 2019 da ripianare di € 9.181.730,10, proposta
quest’ultima revocata dalla G.M. per essere sostituita con altra delibera di G.M. n. 43 del 10/03/2021, il cui risultato, ad oggi, presenta un Disavanzo da ripianare di ben € 23.290.195,68;
Che, per quanto sopra esposto, è di tutta evidenza come il bilancio di previsione 2020/2022 non osserva i principi, sopra richiamati, prescritti tassativamente dalla vigente normativa, segnatamente quelli della veridicità, attendibilità, correttezza, prudenza e congruità dei dati riportati nel documento contabile di programmazione;
Che per effetto del dichiarato risultato di amministrazione 2019, materializzatosi in un abnorme, ma non proprio, disavanzo di amministrazione da ripianare di € 23.292.195,68, con un differenziale negativo di € 24.029.677,40, determinato dal risultato di amministrazione presunto-avanzo- da preconsuntivo – e quello effettivo-disavanzo- del consuntivo 2019, il bilancio di previsione 2020/2022 presenta, non potrebbe essere altrimenti, gravi squilibri di bilancio;
Che la Corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, con Deliberazione n.8/SEZAUT/2020/INPR, adunanza del 19 maggio 2020, ha dettato le linee guida sul bilancio di previsione 2020/2022 e sul rispetto degli equilibri ha ribadito che “resta centrale l’esigenza di assicurare l’equilibrio del bilancio in termini non solo formali. L’applicazione delle regole enunciate all’art. 162 del TUEL, per il risultato di amministrazione, deve risultare coerente con le disposizioni contenute nei successivi articoli 186 e 187.
L’iscrizione delle poste da parte del responsabile dei servizi finanziari non può essere limitata al pareggio formale della spesa e dell’entrata (Corte Cost. n. 1/1966”. (Circostanza questa neanche lontanamente presente nel caso di specie) “Infatti, la copertura finanziaria di una spesa e l’equilibrio del bilancio non possono essere assicurati solamente dalla corrispondenza numerica degli stanziamenti in parte entrata e spesa (ex plurimis, sentenze n. 197 e n. 6 del 2019), ma devono fondarsi anche sulla ragionevolezza dei presupposti giuridici ed economici che ne sorreggono l’iscrizione in bilancio (Corte Cost. sentenza n.250/2013).Ciò presuppone una stima attendibile delle quantificazioni e la coerenza con i presupposti economici e giuridici (Corte costituzionale, sentenza n.227/2019), nonché la “necessaria” «contestualità[…] dei presupposti che giustificano le previsioni di spesa con quelli posti a fondamento delle previsioni di entrata necessarie per la copertura finanziaria delle prime» (Corte Cost. n.213/2008). Nella redazione del bilancio previsionale è, anche, determinante l’esigenza di un effettivo rispetto dei principi, dettati dal d.lgs. n. 118/2011, in tema di armonizzazione dei conti pubblici, in quanto gli scostamenti dai suddetti principi costituiscono, non solo, vizio formale nell’esposizione contabile, ma, possono rappresentare una manovra elusiva dei criteri di salvaguardia degli equilibri del bilancio. La logica del nuovo sistema della competenza potenziata è quella di dare rilevanza giuridica ed evidenza contabile al diverso momento della realizzazione delle entrate e dell’erogazione delle spese. Anche nei processi di programmazione è rilevante assicurare la trasparenza del bilancio. La mancanza della previa indicazione analitica dei residui attivi e passivi, dei relativi crediti e debiti, dei loro titolari e delle ragioni giuridiche dei rapporti creditori e debitori costituisce una aporia suscettibile di pregiudicare la genuinità del saldo iniziale (Corte Cost. n.49/2018).”; Che nessuna iniziativa a salvaguardia degli equilibri è stata posta in essere; Che per tutto quanto argomentato e richiamato, consegue che in armonia con l’art. 193 del TUEL, la mancata adozione, da parte dell’Ente, dei provvedimenti di riequilibrio previsti dal citato articolo è equiparata, ad ogni effetto, alla mancata approvazione del bilancio di previsione, con conseguente esposizione dell’Ente all’applicazione della procedura prevista dal secondo comma dell’art. 141 del TUEL.;
Per tutto quanto premesso, considerato, ritenuto, rilevato, visto e preso atto, declinando ogni responsabilità, di natura civile, amministrativa e patrimoniale, INVITANO – la Segretaria Generale dott.ssa Anna Carugno e la Responsabile dell’Area economico-Finanziaria dott.ssa Antonella Micale, ognuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, ad assumere, senza indugio, tutte le iniziative utili alla revoca, in autotutela, della delibera consiliare n. 34 del 11/12/2020 di approvazione del bilancio pluriennale di previsione 2020/2022, in quanto non è veritiero in considerazione del nuovo risultato di amministrazione a seguito della rimodulazione del Rendiconto 2019;
la Segretaria Generale dott.ssa Anna Carugno a:
riscontrare compiutamente la nota del 12/03/2021 prot. n. 3972 entro il termine dei 30 giorni fissati dal Dirigente del Servizio 3 “Coordinamento Attività di Vigilanza e Controllo degli Enti Locali – Ufficio Ispettivo” nel rispetto delle competenze e responsabilità d’ufficio, peraltro richiamate nel presente sollecito anche per scongiurare l’eventuale intervento ispettivo ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 40 del D.P.Reg. 3/57 e 25 della L.r. 23/12/1991 n. 44; prendere atto dei rilievi della Corte dei Conti, giusta deliberazione n. 147/2018/PRSP, adunanza del 03 maggio 2018 e dei successivi rilievi ed inviti formalizzati dal Collegio dei Revisori dei Conti, con nota del 06/09/2019 prot. n. 26904 e dichiarazione a verbale del Presidente dell’Organo di Controllo nel corso della seduta consiliare dell’11/12/2020 nonchè dei “Rilievi, Considerazioni e Proposte” riportati nel verbale n. 45 del 18/01/2021 e n. 46 del 12/02/2021 per le conseguenti determinazioni; informare i sottoscritti consiglieri, il Consiglio Comunale, il Collegio dei Revisori, il Servizio 3 del Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali, Sua Eccellenza il Prefetto ed il Presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti, in ordine all’adeguatezza del Fondo Rischi Contenzioso, determinato a rendiconto 2019 in € 128.941,08, e se detto importo è supportato da un’apposita relazione da parte degli uffici preposti, nonché ad attestare la congruità e la conformità della sua determinazione alle norme contabili previste dal D.Lgs. 118/2011 e s.m.i.;
fornire la necessaria e dovuta assistenza nel rispetto dell’articolo 43 comma 2 del D.Lgs 267/2000 per agevolare l’espletamento del mandato elettorale coerentemente con l’articolo 15 della L.r. n. 30 del 23/12/2000, e in particolare per consentire agli scriventi di completare la formalizzazione dell’autoconvocazione del Consiglio Comunale, giusta nota del 02.02.2021 prot. 3251, ad oggi inspiegabilmente inevasa dagli uffici competenti;
il Dirigente Generale Autonomie Locali Regione Sicilia Dott.ssa Margherita Rizza a prendere atto di quanto argomentato con la presente nota, completa di allegati, per assumere le eventuali e conseguenti determinazioni;
il Dirigente del Servizio 3 “Coordinamento Attività di Vigilanza e Controllo degli Enti Locali – Ufficio Ispettivo” del Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali ed il Funzionario Direttivo dello stesso Servizio, Responsabile del procedimento di cui alla nota del 12.03.2021 prot. n. 3972 “…segnalazione da parte dei consiglieri comunali Mangano Renato Carlo, Liotta Teodolinda, Gazia Sandro, Scafidi Felice”, rispettivamente dott. Santo Ciccarelli e dott. Vincenzo Raitano, ognuno nel rispetto delle proprie competenze, a prendere atto delle richiamate argomentazioni ed integrazioni della nota del 06/08.03.2021 prot. n. 3604, per assumere le eventuali e/o ulteriori conseguenti determinazioni;
Sua Eccellenza il Prefetto, Dott.ssa Cosima Di Stani, a monitorare la drammatica situazione economico-finanziaria del Comune di Capo d’Orlando come peraltro certificata dalla Corte dei Conti e dal Collegio dei Revisori dei Conti, nonché recentemente attenzionata dal Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali-Servizio 3 “Coordinamento Attività di Vigilanza e Controllo degli Enti Locali – Ufficio Ispettivo”, con le note di cui all’oggetto; Inoltre a vigilare sulla irresponsabile superficialità dei richiamati organi politici e amministrativi locali, deputati rispettivamente all’indirizzo politico e alla gestione della res pubblica al fine di scongiurare il deflaut con conseguenze nefaste per famiglie e imprenditori paladini. SOLLECITANO – la Responsabile dell’Area Economico-Finanziaria, dott.ssa Antonella Micale e gli uffici competenti a:
prendere atto dei rilievi riportati nella delibera n. 147/2018/PRSP della Corte dei Conti adottata nell’adunanza del 03 maggio 2018;
prendere atto dei rilievi ed inviti formalizzati dal Collegio dei Revisori dei Conti, con nota del 06/09/2019 prot. n. 26904 e della dichiarazione a verbale del Presidente dell’Organo di Controllo nel corso della seduta consiliare dell’11/12/2020 nonchè dei “Rilievi, Considerazioni e Proposte” riportati nei verbali n. 45 del 18/01/2021 e n. 46 del 12/02/2021 per le conseguenti determinazioni;
adempiere alle datate richieste della Corte dei Conti e alle reiterate diffide formalizzate dallo stesso Organo di Controllo in merito alla quantificazione dei residui attivi e dei residui passivi, del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, nonché del Fondo Rischi Contenzioso, la cui corretta quantificazione è indefettibile per definire il risultato di amministrazione; rilasciare la documentazione reiteratamente richiesta con le note di cui all’oggetto, nonché gli allegati obbligatori a corredo del Rendiconto 2019, tra cui i prospetti A1, A2, A3 e le schede di dettaglio del Fondo Rischi Contenzioso; predisporre la proposta di revoca della delibera di Consiglio Comunale n. 34 dell’11.12.2020 “Approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) 2020-2022 e del Bilancio di Previsione per gli esercizi 2020-2022”; riformulare un nuovo schema di Bilancio di Previsione per gli esercizi 2020-2022 da sottoporre alla Giunta Comunale e da trasmettere al Collegio per la formulazione di una nuova relazione; fornire la necessaria e dovuta assistenza nel rispetto dell’articolo 43 comma 2 del D.Lgs 267/2000 per agevolare l’espletamento del mandato elettorale coerentemente con l’articolo 15 della L.r. n.30 del 23/12/2000, e in particolare per consentire agli scriventi di poter completare l’iter della formalizzazione dell’Autoconvocazione del Consiglio Comunale, giusta nota del 02.02.2021 prot. 3251, ad oggi colpevolmente inevasa dagli uffici competenti; il Collegio dei Revisori dei Conti a riscontrare la nota del 26.01.2021, prot. n. 2708 e i solleciti del 15 febbraio 2021 prot. 4689 e del 06/09.03.2021 prot. 7085, nonché a relazionare in merito alla procedura adottata dagli uffici nella quantificazione del Fondo Rischi Contenzioso e del F.C.D.E.. – CHIEDONO – Al Presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Regione Siciliana, dott. Salvatore Pilato, di essere notiziati sulle attività svolte dalla richiamata Sezione nei confronti del Comune di Capo d’Orlando, con particolare riguardo alla regolarità e al rispetto delle disposizioni di legge in merito ai rendiconti approvati dall’Ente Locale per gli anni 2015/2018, stante la drammatica situazione economico-finanziaria in cui versano i conti del Comune di Capo d’Orlando, anche al fine di attivare ogni misura che l’Organo di Controllo riterrà idonea a scongiurare l’ipotesi del dissesto finanziario.
Nell’attesa di un positivo e tempestivo riscontro si porgono distinti saluti.
Capo d’Orlando, 22 Marzo 2021 F.to Mangano Renato Carlo Capogruppo consiliare) F.to Liotta Teodolinda (Capogruppo consiliare) F.to Gazia Sandro (Consigliere comunale) F.to Scafidi Felice (Consigliere comunale)