Incendi, indagine della commissione Antimafia: “In Sicilia si rischia estate di roghi”


Il rischio, secondo la commissione Antimafia, è che quest’estate la Sicilia si trasformi di nuovo in un
grande fiammifero: oggi pomeriggio la commissione ha ascoltato il comitato Salviamo i boschi, nato dopo
i roghi che l’anno scorso hanno inghiottito 36mila ettari di verde, e il corpo forestale e ha deciso di
istituire un gruppo di lavoro.
Il dato venuto fuori dall’audizione è che quest’anno per carenza di uomini, mezzi e risorse, la campagna
di prevenzione che avrebbe dovuto mettere in sicurezza i boschi non è stata fatta in modo ottimale e
così, anche la decisione di anticipare di quindici giorni l’avvio della campagna anti-incendi, appare una
tentativo di difendersi ma ad armi spuntate.
Il dirigente generale del corpo forestale Giovanni Salerno, rispondendo alla domanda su cosa ci si deve
aspettare quest’estate e se la Sicilia può salvarsi dalla scia del fuoco, ha detto di “non essere ottimista
ma fiducioso”. Mezzi senza revisione, personale avanti negli anni e una campagna di prevenzione di
fatto mai partita: ecco perché l’Isola rischia.
“La Commissione ha avviato un’indagine sugli incendi – dice il presidente dell’Antimafia Claudio Fava –
cercheremo di capire quanto sia dovuto ai business che alimentano i roghi e quando all’incuria della
politica e a un lavoro di prevenzione inadeguato”.
“La paura – dice il comitato Salviamo i Boschi – è che la Sicilia viva una stagione di incendi peggiore
dell’anno scorso. Siamo soddisfatti dell’attenzione della commissione, un segnale di apertura”.