Operazione tentacoli

Nel corso di un incontro con i giornalisti, il Capo della Squadra Mobile di Palermo, dr. Rodolfo Ruperti ha offerto ulteriori spunti di riflessione in relazione all’operazione antimafia, denominata “Tentacoli” che, ieri, ha portato al Fermo di numerosi esponenti mafiosi incardinati nel mandamento palermitano di “Ciaculli – Brancaccio”. E’ stato sottolineato come nel corso dell’operazione sia emerso come Cosa Nostra realizzi una vera e propria “selezione dell’estortore”, con riferimento alla ricerca di un individuo, capace di “chiedere il pizzo” ma non con modi bruschi che possano mal disporre il commerciante, spingerlo eventualmente alla denuncia alle Forze dell’Ordine e quindi essere deleterio per l’organizzazione mafiosa. Questo tema si lega a quello della ricerca del consenso della mafia che, praticando un vero e proprio “pattugliamento del territorio”, ha compreso anche come sia necessario ottenere fiducia e consenso del commerciante, screditare al contempo le campagne antimafia della società civile e combattere le mitizzazioni di personaggi pubblici uccisi in nome della legalità. In quest’ottica va letto il disappunto di un malvivente di Brancaccio per la partecipazione della figlia di amici ad una manifestazione scolastica di legalità organizzata alla Magione per ricordare i Giudici Falcone e Borsellino. La ricerca di modalità meno invasive per chiedere il pizzo va, altresì, ricondotta ad una politica di “comprensione” nei confronti dei commercianti e delle difficoltà che la categoria degli esercenti ha dovuto affrontare durante il lockdown. Emblematico al riguardo il particolare emerso in corso d’indagini per cui gli “esattori”, in luogo del denaro normalmente preteso, hanno ottenuto da un commerciante una macchinetta con le cialde per preparare il caffè. Questa macchinetta è stata scovata e sequestrata durante una perquisizione ed al suo interno sono stati rinvenuti denaro ed una pistola potenzialmente pronta a far fuoco.