Ringraziamenti dell’autore del saggio Lucio Piccolo e il Barbiere

Lo scrittore orlandino Franco Valenti, fa arrivare nelle redazioni degli organi di informazione, una circostanziata nota rivolta a chi ha dato “un valido e prezioso contributo alla riuscita della presentazione del saggio Lucio Piccolo e il Barbiere, svoltosi domenica scorsa presso la biblioteca comunale, facendo nomi e cognomi. Due rilievi senza ombra di polemica ma giusto per il rapporto schietto e fuori da ogni tentativo di ruffianesimo. Intanto siamo noi lettori-orlandini a ringraziare Franco Valenti per averci regalato un’altra preziosa gemma sul grande poeta e sulla sua famiglia. Inoltre, chissà perchè, nessuno che ricordi mai di ringraziare la stampa. Come se questa fosse una colpa e non piuttosto un modestissimo atto di riconoscenza…Passiamo ai singraziamenti di Franco Valenti che scrive:

Sento il dovere e il piacere di ringraziare tutti coloro che hanno dato un valido e prezioso contributo alla riuscita presentazione del saggio “Lucio Piccolo e il barbiere”, avvenuta domenica 18 luglio a Capo d’Orlando. In particolare ringrazio: il sindaco di Capo d’Orlando, partecipe attivo. La baronessa Mariel Piccolo, nipote del poeta, grande sostenitrice del valore del saggio. Il dott. Sapone che ha curato l’organizzazione. L’assessore regionale Samonà, che è venuto per la prima volta a Capo d’Orlando da assessore, e ha voluto partecipare e relazionare, brillantemente, sul testo. La prof.ssa e scrittrice Ricciardo Calderaro che ha sviscerato sapientemente i punti più importanti del saggio, con ampie e colte dissertazioni. La lettrice Cinzia Conti Nibale, che ha letto brani del libro e poesie di Lucio Piccolo, in modo impeccabile. Un grazie all’editore Giambra, che più di tutti ha creduto nel libro. Grazie anche ai consiglieri comunali: Linda Liotta, Renato Mangano, Sandro Grazia, Felice Scafidi, attenti sostenitori. E grazie al numeroso pubblico presente, senza il quale ogni manifestazione sarebbe un fiasco. So che il libro sta andando a gonfie vele. Ringrazio pure gli amici che lo hanno letto d’un fiato e mi hanno contattato per esprimere i loro positivi commenti (Valentina Lo Sardo, Avv. Damiano, dott. Gianfranco Piccolo e altri). Mi permetto di dire a tutti gli Orlandini di essere orgogliosi del fatto che, per ben 36 anni, fino alla morte, è vissuto qui e ha trovato ispirazione, il più grande poeta lirico puro del secolo Novecento italiano. Questo lo grido da 30 anni. Prima venivo preso per esaltato, da certi pseudo intellettuali. Oggi qualcuno comincia finalmente a credermi. Lucio Piccolo è stato come Giacomo Leopardi, ossia, il poeta più colto ed elevato del secolo in cui è vissuto. Qualcuno mi chiede: come mai i critici italiani in 50 anni non l’hanno capito? La risposta che oggi dò, senza peli sulla lingua, è che non l’hanno capito per insufficiente capacità di analisi. Non erano, e non sono, all’altezza di capirlo. Per capire il valore di Lucio Piccolo poeta, non basta essere letterato, bisogna essere anche ingegnere. Come caratura universale della sua poesia, scrissi che egli è l’equivalente moderno del poeta latino Lucrezio Caro, il poeta più colto del periodo romano. In questo, la professoressa Ricciardo concorda col sottoscritto.