Piero Amara

L’avvocato di Augusta Piero Amara ristretto nel carcere di Orvieto

Ieri mattina  il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha comunicato di avere rigettato la richiesta dell’avvocato Piero Amara, augustano ormai cittadino del mondo con studio pure a Dubai,  di essere affidato in prova ai servizi sociali per scontare i 4 anni di reclusione patteggiati tra Roma e Messina. Essendo un provvedimento esecutivo l’avvocato Piero Amara si è fatto accompagnare ad Orvieto dove si è poi consegnato nella locale Casa Circondariale. In quel carcere il penalista di Augusta sconterà i 4 anni di reclusione frutto dei patteggiamenti celebrati a Roma per reati fiscali e a Messina per 32 capi d’imputazione, sei dei quali per corruzione in atti giudiziari, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione denominata “Sistema Siracusa”. Il difensore dell’avvocato Amara, avvocato Salvino Mondello, ha impugnato immediatamente il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Roma. Ma, per ora, rimane in carcere l’avvocato Piero Amara, Il quale, nella giornata di martedi, aveva patteggiato la pena , senza condizionale, di nove mesi di reclusione per il reato di condotta distrattiva preferenziale nell’ambito del procedimento scaturito dal fallimento della Sai8, la società che gestiva il servizio di rifornimento dell’acqua potabile nel comune di Siracusa. Questa ulteriore condanna potrebbe aggiungersi alle due di Roma e di Messina per cui, salvo accoglimento dell’appello proposto già stamattina dall’avvocato Salvino Mondello, difensore di Piero Amara, il soggiorno in carcere del penalista di Augusta si allungherebbe superando il limite dei cinque anni. Ma non finirebbe con questi tre patteggiamenti la catena delle condanne. Non va dimenticato che l’avvocato Piero Amara è stato recentemente rinviato a giudizio dal Gup di Roma per traffico d’influenze assieme al poliziotto Filippo Paradiso, attualmente detenuto nel carcere di Potenza e nel quale ha soggiornato per quasi tutto il mese di giugno il penalista di Augusta, poi scarcerato a seguito delle sue dichiarazioni accusatorie contro l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, del consigliere del Csm Ferri e dell’ex sottosegretario Luca Lotti. A Potenza Piero Amara resta indagato per il reato di corruzione in atti giudiziari in concorso con il poliziotto Paradiso e con l’ex procuratore capo di Trani e Taranto, Carlo Capristo. E ancora. Amara è indagato sia a Milano che a Perugia per cui se dovesse essere condannato la sua permanenza nel carcere di Orvieto di allungherebbe di gran lunga.