Nanni Ferrante nuovo pentito della mafia di Palermo

Il reggente del clan dell’Acquasanta di Palermo – Giovanni “Nanni” Ferrante – ha deciso di collaborare
con la giustizia. Ferrante, finito in manette lo scorso maggio insieme ad altre 90 persone in un maxi blitz
che ha disarticolato le famiglie dell’Arenella e dell’Acquasanta, ha iniziato il percorso di collaborazione
con i magistrati.
Ferrante, da quanto emerso nell’inchiesta “Mani in Pasta”, è ritenuto personaggio di spicco del clan.
Usava attivita’ commerciali del quartiere per riciclare i soldi sporchi, ordinava estorsioni e imponeva
l’acquisto di materie prime e generi di consumo scelti dall’organizzazione. Gia’ condannato per mafia, dal
2016 e’ stato ammesso all’affidamento in prova ai servizi sociali. Uscito dal carcere, ha consolidato la
propria posizione di leader all’interno della famiglia mafiosa e per la gestione degli affari illeciti usava
come intermediatrice la compagna, Letizia Cina’ (finita nel programma di protezione dopo la decisione di
Ferrante di collaborare). Molto temuto, modi violenti, in una intercettazione dopo essere stato scarcerato
dice: “Oramai non ho piu’ pieta’ per nessuno! Prima glieli davo con schiaffi, ora glieli do con cazzotti? a
colpi di casco… cosa ho in mano… cosa mi viene”.