“Promenade en el oasis”, mostra al LOC

Si inaugurerà oggi, sabato 4 settembre, alle ore 19 presso il centro LOC
Laboratorio Orlando Contemporaneo, di via del Fanciullo la mostra collettiva
“Promenade en el oasis” a cura di Christian Castro.
Il titolo della mostra è un invito ad attraversare metaforicamente l’oasis cilena,
definizione data del Cile dal primo ministro Piñera allo scoppiare della rivolta
sociale del 2019 che ha portato lo scorso maggio alla processo di riscrittura
integrale della carta Costituzionale.
L’oasi immaginaria nella quale lo spettatore è invitato a passeggiare è una
narrazione corale di una nazione, dei suoi lati d’ombra che tutt’oggi permangono
sin dalla dittatura del 1973, delle contraddizioni in termini che costellano l’oasi
rendendola agli occhi degli imprenditori un luogo appetibile e
contemporaneamente inospitale per coloro che cercano dignità nelle loro vite.
Gli otto artisti che fanno da mentori durante in questo cammino sono: Manuela
Flores (Cile) / Temporal – Elico Suzuki (Giappone) / Lezione di chitarra “Il diritto
di vivere in pace”- Leonardo Portus (Cile) / Ahí – Alfredo Da venezia (Cile) /
RepublIKEA- Jacob Kirkergaard (Danimarca) / Los Desaparecidos – Eric
Matsson (Canada) / 2 in 1- Cristian Maturana (Cile) / Humo Naranjo- Matthew
Neary (Cile), uniti tra di loro dalla voce narrante della canzone di sol y lluvia,
come narra il curatore Christian Castro: “Un mese dopo, novembre 2019, gli
artisti in residenza per il festival Tsonami arrivano a Valparaíso, a casa nostra,
che, dopo lo scoppio sociale, è diventata un luogo di incontro in tempo di crisi.
Sono Elico Suzuki, Eric Mattson e Jacob Kirkergaard.
Durante la cena di benvenuto si potevano ancora sentire tamburi, sirene,
lacrimogeni provenienti dalla strada e, all’improvviso, la canzone del gruppo Sol
y Lluvia- En un largo tour – . Matsson mi chiede di cosa parlasse questa
canzone. Gli spiego come posso (non parlo inglese, che peccato). Spiego che
questa canzone ti invita a fare un giro nel vero Cile e non quello delle cartoline.
Siccome Matsson è veloce e sensibile, mi guarda e dice: domani cammineremo
per vedere com’è quest’oasi