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Editoriale. Sondaggio elezioni Capo d’Orlando

Abbiamo effettuato un sondaggio rudimentale, senza nessun filtro parascientifico, giusto per tastare il polso agli elettori in vista delle elezioni del 10 e 11 ottobre che si terranno anche a Capo d’Orlando d appunto per tutto ciò occorra prenderlo con beneficio d’inventario.
Le risposte delle persone intervistate o avvicinate direttamente hanno dato un esito sorprendente: la maggior parte ha risposto che voterà il sindaco uscente Franco Ingrillì, per aggiungere subito dopo che lo voteranno pur non essendo soddisfatti per il modo in cui ha guidato la macchina amministrativa in questi cinque anni appena trascorsi. “Poteva e doveva fare meglio, ma non l’ha fatto”.
Un sondaggio, non viene fatto per confutare questa o quell’altra tesi, ma più semplicemente per avere un’idea sull’orientamento dell’elettore. Il resto non può e non deve inficiare l’opinione di chi la esprime. E, lo ripetiamo, la
maggior parte degli intervistati sono per il sindaco, Franco Ingrillì che ha saputo scontentare quasi tutti ma che gli stessi sono propensi a confermargli la fiducia. Miracolo della democrazia.
Renato Mangano, con il suo drappello di moschettieri, rappresenta un baluardo certo allo strapotere dell’attuale maggioranza e garanzia per chi non ha voce. Ha condotto bene il ruolo che gli assegna la legge ma lascia una scia di rimpianti. “Gli altri non contano”: le risposte raccolte con il profilarsi della quarta lista che dopo Giuffrè, Ingrillì
e Mangano, si profila minacciosa all’orizzonte.
E allora come si spiega questa doppiezza degli intervistati? Hanno ricevuto promesse da marinaio, e torniamo al reato del voto di scambio? Oppure in molti avrebbero subito qualche piccolo ricatto? O forse perchè gli orlandini storicamente amano saltare sul carro del vincitore indipendentemente da ogni considerazione più o meno corretta? O, infine, perchè il primo cittadino uscente si mostra garbato, educato e pronto all’ascolto?
Interrogativi che rimarranno senza risposta ma che lasciano riflettere in maniera preoccupata sul grado di maturità raggiunta degli elettori orlandini!
Che a pensarci bene vorremmo gridare: Viva la Libertà! Viva la Democrazia!