Angiolella Bottaro, Sandro Gazia, Alessio Micale, Daniela Trifiló

Amministrative Capo d’Orlando: il rifiuto dell’ex Consigliera Daniela Trifilò


Le elezioni amministrative del 10 e 11 ottobre, a Capo d’Orlando, saranno ricordate per un pezzo ancora. Vuoi per i tanti personaggi in cerca d’autore che tentano di fare la storia di questo paese, vuoi per le puerili minacce di
qualche personaggio che la storia l’ha fatta al contrario e che per averlo detto alla nostra maniera, papale papale, adesso minaccia perchè il sottoscritto si è permesso di dirlo, vuoi per i continui colpi di scena che hanno caratterizzato questo inizio di avventura amministrativa, non vediamo l’ora che il sipario si abbassi definitamente.
Oggi alle 12, scade il tempo per la presentazione delle liste per i candidati al Consiglio e a sindaco e da quel momento partirà l’insopportabile totoeletti. Sembra che dell’originaria compagine dei 6 consiglieri di minoranza librizziana, solo il dottore Sandro Gazia sarà presente nella campagna elettorale, ormai prossima. Un fuggi.fuggi generale per agevolare chi?
Oggi, a Capo d’Orlando, tiene banco il grave, gravissimo forfait dell’ex consigliera di opposizione Daniela Trifilò, che dopo aver dato, in tempi non sospetti, la sua incondizionata disponibilità ad entrare in lista con il candidato sindaco, Renato Mangano, pare che non voglia più saperne e ritira la sua candidatura al Consiglio.
La notizia, vorremmo fosse smentita proprio alle ore 12, quando si consegneranno le liste con il “lasciapassare” tutto in regola, tutto in ordine.
Da quel momento lo starters darà il pronti via, diamo fiato alle trombe. Purchè ci risparmino i tromboni. Che, purtroppo, saranno i più ascoltati.
Per tornare al rifiuto della dottoressa Trifilò, che farà discutere per un bel po’ di tempo, non conosciamo le sue ragioni.
Conosciamo invece quelle degli orlandini il cui commento non sembra del tutto clemente con l’interessata in quanto a far due conti, la sua assenza nella lista del candidato sindaco Mangano, avrebbe l’effetto di consegnare nelle mani della maggioranza il paese tutto, annullando quel poco di dibattito e di confronto democratico che ancora esiste. E per lei non può essere motivo d’orgoglio!