Licata

Create società inesistenti per truffare l’INPS

Società inesistenti create a tavolino con l’esclusiva finalità di truffare l’Inps: a distanza di oltre dieci anni
dai fatti il pubblico ministero conclude la requisitoria e chiede la condanna di tutti i 63 imputati. “Non tutti i
reati – ha sottolineato il pubblico ministero Antonella Pandolfi – sono prescritti”. Fra le accuse, peraltro,
c’è l’associazione a delinquere.
Le pene proposte sono comprese fra i 2 e i 7 anni di reclusione. La presunta organizzazione, sostiene
l’accusa, “fabbricava” aziende che operavano nel settore agricolo. Sulla carta risultavano decine di
assunzioni di braccianti che in realtà servivano solo, una volta terminati i rapporti di lavoro “fantasma”, a
incassare i soldi dell’indennità di disoccupazione ma non solo: i falsi posti di lavoro servivano pure per
incassare i contributi pensionistici e persino le indennità per malattie. L’indagine della Guardia di Finanza
che ha passato al setaccio l’attività, in realtà ritenuta inesistente, di alcune società ha portato a 63 rinvii a
giudizio.
Ecco l’elenco degli imputati: Angelo Amato, 37 anni, di Licata; Vincenzo Amato, 33 anni, di Licata;
Giuseppa Elisa Cuttitta, 40 anni, di Licata; Ignazio Amato, 71 anni, di Licata; Angela Carità, 63 anni, di
Licata; Ottavio Giuseppe Amato, 61 anni, di Licata; Vincenza Cinzia Sorriso, 44 anni, di Licata; Patrizia
Accursio, 40 anni, di Licata; Calogero Amato, 63 anni, di Palma; Domenico Savio Ballacchino, 39 anni, di
Licata; Giovanna Pietrina Paola Ballacchino, 48 anni, di Licata; Angelo Barbera, 42 anni, di Licata;
Gaspare Buscemi, 48 anni, di Licata; Angelo Cacciato, 37 anni, di Canicattì; Marco Calà, 37 anni, di
Licata; Angelo Cammilleri, 52 anni, di Licata; Francesco Candiano, 65 anni, di Licata; Veronica
Candiano, 27 anni, di Licata; Angelo Catania, 33 anni, di Licata; Paolo Catania, 54 anni, di Palma;
Giovanni Centorbi, 46 anni, di Licata; Angelo Consagra, 45 anni, di Licata; Rosaria Cusumano, 61 anni,
di Licata; Salvatore Cusumano, 47 anni, di Licata; Pasqualina Di Vincenzo, 51 anni, di Palma; Tommaso
Famà, 52 anni, di Licata; Pietro Fuciglia, 47 anni, di Licata; Antonino Galanti, 51 anni, di Licata; Angelo
Grillo, 45 anni, di Licata; Santina Guerriero, 37 anni, di Canicattì; Vincenzo Iacona, 42 anni, di Licata;
Francesco Damiano Incorvaia, 30 anni, di Licata; Tommaso La Cognata, 60 anni, di Licata; Benedetto
Licata, 59 anni, di Licata; Rosamaria Licata, 30 anni, di Licata; Raimondo Giuseppe Lo Giudice, 52 anni,
di Palma di Montechiaro; Carlo Lo Vasco, 41 anni, di Licata; Pietro Lo Vasco, 47 anni, di Licata; Caterina
Mammoliti, 41 anni, di Licata; Pina Marotta, 40 anni, di Licata; Cinzia Emilia Martello, 41 anni, di Licata;
Calogero Massaro, 42 anni, di Licata; Amedeo Mazza, 58 anni, di Palma; Antonino Monachello, 44 anni,
di Licata; Calogero Mulè, 25 anni, di Canicattì; Gabriele Portelli, 44 anni, di Licata; Vincenza Portelli, 39
anni, di Licata; Giuseppina Posata, 44 anni, di Licata; Marilena Re, 46 anni, di Licata; Angelo Ripellino,
39 anni, di Licata; Calogero Ruggeri, 47 anni, di Palma; Massimo Emiliano Russello, 42 anni, di Licata;
Giuseppa Salviccio, 66 anni, di Licata; Marcella Salviccio, 40 anni, di Licata; Giuseppe Semprevivo, 34
anni, di Licata; Filippo Stincone, 33 anni, di Palma; Luigi Tosolini, 34 anni, di Licata; Onofrio Triglia, 39
anni, di Licata; Cornelia Tudor, 46 anni, di Licata; Rosaria Angela Valoroso, 41 anni, di Licata; Carmela
Vedda, 53 anni, di Licata; Gaetano Vedda, 56 anni, di Licata; Gaspare Vitali, 62 anni, di Licata.
Il pm ha chiesto 7 anni per Ignazio Amato, 3 anni per Vincenzo Amato e Giuseppe Ottavio Amato. Pene
comprese fra i 2 anni e i 2 anni e 3 mesi per gli altri.
I reati contestati sono l’associazione a delinquere, il falso e la truffa. I fatti risalgono al periodo compreso
fra il 2010 e il 2013. Sono in particolare due – la “Angelina” e la “Verona” – le società fantasma che
sarebbero state messe in piedi. I presunti componenti dell’organizzazione (il vincolo associativo,
comunque, non è contestato a tutti) avrebbero poi pure creato delle aziende agricole individuali per la
fittizia assunzione dei braccianti agricoli.