Circonvenzione di incapace

I militari della Guardia di Finanza di Caltagirone, dopo un anno di indagini, hanno scoperto un raggiro a danno di una persona, che rischiava di perdere un patrimonio di oltre 600 mila euro. Una storia subdola dai contorni anomali consumatasi a danno di un ultrasessantenne di Caltagirone: circonvenzione di persona incapace e autoriciclaggio. Da queste accuse dovranno difendersi due persone – nella circostanza madre e figlio – che, in virtù degli elementi raccolti dagli inquirenti avrebbero sottratto beni immobili e in denaro per l’ammontare complessivo di 627 mila euro. Più precisamente 327 mila dei quali in denaro liquido e la restante somma, ricavata dalla stima del valore di tre immobili, di cui uno con garage nel centro storico e uno nei quartieri sud. I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Caltagirone, retta dal cap. Carlo Fonzone Caccese, a seguito di una complessa attività d’indagine, protrattasi per un anno, hanno riportato alla luce un raggiro mirato a depredare l’inconsapevole vittima del suo patrimonio. Gli indagati, entrambi di Caltagirone, sono stati deferiti a piede libero e in concorso all’autorità giudiziaria, per i reati loro contestati e rischiano pene severe punibili fino a un massimo di 6 anni. L’attività d’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal cap. Carlo Fonzone Caccese, si è articolata su più fronti che, tecnicamente si traducono con accertamenti bancari, escussione di persone informate sui fatti, disamina di bilanci e documentazione contabile, nonché analisi di atti notarili di compravendita. Gli indagati, stando agli elementi raccolti, avrebbero fatto leva sulla grave debolezza emotiva della vittima del raggiro compiendo operazioni finanziarie dalle quali – secondo i finanzieri – ne avrebbero tratto profitto. Le Fiamme gialle, sul duplice piano, operativo-investigativo, di concerto con la Procura, hanno sequestrato il tutto, sia beni immobili, sia le liquidità in denaro.