Marsala, solo multa per pentastellato diffamatore

Una multa di 500 euro, a fronte di una pena detentiva di tre mesi chiesta dal rappresentante della pubblica accusa. Se l’è cavata, quindi, tutto sommato, a buon mercato il 44enne attivista del M5S marsalese Gianluca Rallo, querelato per diffamazione dall’avvocato Peppe Gandolfo (fratello dell’assessore Michele). La sentenza è del giudice monocratico Giorgio Lo Verde, che ha condannato Rallo anche a risarcire le spese di costituzione di parte civile con 1300 euro. La multa, e non la pena detentiva, fa notare l’avvocato difensore Vincenzo Forti, è frutto anche della derubricazione dell’accusa da diffamazione aggravata a diffamazione semplice. “Una multa inferiore a quella prevista per chi non ha il green pass – commenta Forti – E’ finita bene”. Il procedimento era nato a seguito di una querela sporta da Gandolfo dopo un’infuocata riunione, con polemica interna, del movimento pentastellato marsalese. Per Gianluca Antonino Rallo (fratello Stefano Rallo, che alcuni anni fa è stato candidato pentastellato ad elezioni comunali e regionali) c’era stata l’imputazione coatta del gip Francesco Parrinello e il conseguente decreto di citazione a giudizio della Procura, che inizialmente, non ravvisando gli estremi della diffamazione, aveva chiesto l’archiviazione. Per il gip, però, la vicenda meritava di essere approfondita in un processo. Nel decreto di citazione a giudizio, il pm Giuliana Rana, lo stesso magistrato che aveva chiesto l’archiviazione, evidenziò che Rallo doveva difendersi dall’accusa di diffamazione perché “nel corso di una discussione pubblicata sulla pagina Facebook ‘Movimento 5 Stelle Marsala’, utilizzando il nick name ‘Sos Marsala’, definendo Gandolfo Giuseppe ‘politicante’. “Aggiungendo – si legge ancora nelle carte dell’accusa – che ‘se poi si dice che il nonno di Peppe Gandolfo era un mafioso si rischia la denuncia … quindi di cosa stiamo parlando… forse di un avvocato dell’antimafia che fa minacce da mafioso?’, con tali espressioni, comunicando con più persone, offendeva la reputazione di Gandolfo Giuseppe”. Sul punto, il pm Rana ha scritto: “La P.G. procedente comunicava altresì che il nonno materno della persona offesa (Giuseppe Gandolfo, ndr) era fratello della moglie del mafioso GANDOLFO Giuseppe, appartenente ad un’importante cosca marsalese, operante negli anni 1950-60”. Le fasi cruciali del battibecco Rallo-Gandolfo (i fatti sono del 26 giugno 2014) furono riprese con un telefonino da un altro attivista del M5S. Nel processo, Gandolfo si è costituito parte civile. Gianluca Rallo faceva parte del gruppo che non gradiva l’ingresso nel M5S marsalese della componente che faceva riferimento proprio a Gandolfo e a cui apparteneva l’unico eletto in Consiglio comunale nello scorso quinquennio, Aldo Rodriquez. “E’ stata salvaguardata la reputazione e l’onorabilità della parte offesa”, commenta l’avvocato di Gandolfo, Franco Messina.