Aeroporto dello Stretto, terremoto tra i soci Sacal

«Dichiariamo la nostra piena disponibilità a cedere le partecipazioni all’identico valore di sottoscrizione». Il passo indietro di Lamezia Sviluppo dopo il terremoto che si è abbattuto sulla Sacal arriva con una lettera inviata ai soci della compagine che gestisce gli aeroporti calabresi. Non è un’abiura rispetto alla decisione di acquisire le quote lasciate libere: la società della famiglia Caruso difende quella scelta e ribadisce di aver agito secondo la legge e lo Statuto, con il solo scopo di garantire la continuità aziendale e i posti di lavoro, evitando la messa in liquidazione. È mutato, però, lo scenario. Dopo la denuncia di «strani accordi» da parte del governatore Roberto Occhiuto e l’apertura di una procedura di commissariamento da parte di Enac, il socio privato propone alla Regione di tornare all’originario accordo dello scorso 2 luglio, che prevedeva di guidare l’aumento di capitale nell’alveo di un patto che mantenesse in mano pubblica la maggioranza. Stralci della lettera sono stati mostrati nell’edizione serale del TgR Calabria. Nessuna comunicazione ufficiale, invece, è arrivata dalla riunione odierna del cda di Sacal. La strada per una nuova mutazione del capitale sociale, dunque, è aperta. E Lamezia Sviluppo rimette in gioco parte delle proprie quote, che oggi ammontano a oltre il 51%.
Nella lettera, i privati richiamano esplicitamente il pre accordo del 2 luglio scorso di cui vi abbiamo raccontato i dettagli. Un patto siglato alla Cittadella regionale, nel quale la Regione si impegnava a versare, per coprire eventuali quote non sottoscritte dai soci pubblici, 4,7 milioni di euro.